Che il gap tecnico nei confronti dell’Inter non sia stato colmato è risultato evidente nel secondo big match di fila in chiave scudetto. Demolita la Juventus col tridente, i milanesi sono stati affrontati col trequartista, sconfessando di fatto la vocazione offensiva di un’Atalanta che contro le difese a tre, giocando uomo su uomo nella zona, mai prima d’ora aveva abdicato al dovere di schierare tre giocatori offensivi. Aver messo Pasalic su Calhanoglu, per carità mai determinante su azione, non è servito a granché, visto l’assist del turco dalla bandierina, al netto dell’unica versa grossa chance nel primo tempo accompagnata dal contropiede cui Lookman non ha saputo dare un esito concreto. Nessun rimorso o rimpianto per il titolo ormai andato a meno di crolli imprevisti degli Inzaghi-boys, decisamente più forti.
Niente scudetto, nessun rimpianto: l’Atalanta non è stata brava
Questo per l’impossibilità dei bergamaschi di essere e dimostrarsi più bravi, pur gerarchicamente sotto nei pronostici. L’impresa era riuscita la scorsa stagione collezionando due finali di fila, quella di Coppa Italia persa al primo spazio concesso alla Juventus e quella di Europa League strabattendo il Bayer Leverkusen il mercoledì successivo dopo aver fatto fuori ai quarti di finale il Liverpool strafavorito. Una Dea forse meno forte della concorrenza, che aveva proposto lo Sporting Lisbona pure agli ottavi in coda al girone e il Marsiglia in semifinale, ma decisamente più brava a sbaragliare la concorrenza in un percorso da imbattuta. Con la Beneamata, leggi otto ko di fila, questo non è stato possibile. Perché?
Atalanta-Inter, le ragioni della sconfitta
In primo luogo, la rinuncia alla terza punta, in questo caso un fantasista come Charles De Ketelaere, pur in un momentaccio, ha significato meno idee e soprattutto un attaccante in meno da tenere a bada per la difesa migliore d’Europa. Acerbi ha cancellato Retegui con un tratto di gomma senza nemmeno avvilupparglisi come una piovra. Lookman stesso, le poche volte che Pavard non gli ha eretto il muro davanti, s’è fermato sull’ombrello dell’imprecisione. Samardzic dalla panchina non è più un fattore da tempo, pur essendo stato tra i pochi (tre, con Maldini) a calciare in porta in scia al discontinuo nigeriano, mentre i figlio d’arte pur brillante non poteva certo aprirsi le praterie da solo. Inutile prendersela con le marcature da palla inattiva, sono una macchia collettiva perenne.
Nervosismo non da scudetto
Il fatto è che il gruppo non ha neanche mantenuto i nervi saldi. Ederson può avere ragione a reclamare il fallo di Thuram, ma se mandi l’arbitro da un’altra parte e poi batti le mani a un cartellino, vuol dire che per il salto-scudetto non sei pronto. Tutto qui. A Bergamo non c’è un Barella che s’inventa l’assist a Lautaro per chiuderla dopo non aver combinato alcunché per tutta la partita. Non esiste nemmeno un vero backup alla diga Ederson-De Roon. E il manico? Già, Gian Piero Gasperini, di nervosismo, ha aggiunto anche il suo carico. Poteva fare scelte diverse e più coraggiose? Con l’Inter prendere gol è sempre stata questione di poco, di attimi, di refoli di vento contrario. La ricetta, con sei infortunati, non può averla nemmeno lo stregone, se sei inferiore in tutto e per tutto. Mettiamoci l’animo in pance: è andata. Forse con un Rayan Cherki in più in ingresso dalla finestra invernale sarebbe andata in un altro modo. Per aumentare il tasso tecnico servono i dindi, il resto è accademia.



Vedo troppa gente intenta a guardare avanti ad uno scudetto impossibile, mentre dietro di noi corrono! Occhio che la conference ( o peggio) non è poi così lontana con, appunto, 27 punti a disposizione !
Niente scudetto, nessun rimpianto: l’Atalanta non è stata brava!! Beh se la proprietà a Gennaio avesse acquistato quei due Giocatori forti che il Mister ha chiesto per competere alla pari con Napoli e Inter a quest’ora le cose sarebbero ben diverse altro che nessun RINPIANTO poi da li la rottura della Società con il Mister il Mister a chiesto uno sforzo alla società per tentare di coronare un GRANDISSIMO SOGNO per Bergamo Tifosi e Atalanta invece come sempre pensano alle loro Tasche questa è la realtà FINALE AMARA infatti il prossimo anno il Mister NON E’ PIU CON NOI….
Che palle che sei.
Ci voleva un demente di massa per aiutarli poveri arbitro da radiare a vita ritirati e vai a lavorare mangia pane a tradimento
Non è mica finito il campionato…l’Atalanta inizi a fare 27 punti nelle ultime 9 partite e poi si tirano le somme…
Lo scudetto lo si vince battendo le squadre cosiddette piccole in casa è così da sempre…..3 punti con Cagliari e Venezia….
Alcuni giocatori non hanno la fame giusta
Concordo al 100% con lei non hanno la fame giusta e Gonadi, perche sono tutti giocatori ad eccezione di Ademola Lookman lui sii che è un vero TOP PLAYER con questo materiale in campo non può fare di più tutti GLI ALTRI SONO MEDIOCRI CALCIATORI DA CENTRO CLASSIFICA E SE CI TROVIAMO IN CIMA LO DOBBIAMO AL GRANDE MISTER GASPERINI…..