I Pagliuca avrebbero già cacciato Gasperini se non fosse per i Percassi? C’è chi lo scrive

La presunta disparità di vedute e di intenzioni tra proprietà e gestione del club, e tra queste e il mister, sarebbe all'origine dell'addio. Ma dov'è questa distanza?

atalanta gasperini percassi pagliuca

I Pagliuca, se fossero loro anziché i Percassi ad avere in mano la gestione sportiva del club, avrebbero fatto fuori l’allenatore Gian Piero Gasperini quando prima di affrontare il Barcellona ebbe a dire che la crescita di un’Atalanta stabilmente in Champions League a suo avviso è più importante dello stadio, di Zingonia e dell’Under 23 messi insieme. La tesi, peraltro non esattamente l’inedito degli inediti, è contenuta de facto nell’ultimo fondo del Corriere della Sera di Bergamo.

Gasperini nella morsa dei Pagliuca e dei Percassi?

Il tecnico nerazzurro, insomma, secondo il dorso cittadino del primo quotidiano nazionale sarebbe sempre più distante dalle posizioni della società. Perché vorrebbe comprare, in sostanza, mentre per tenere i conti a posto quest’ultima sarebbe costretta a cessioni dolorose come la più recente di Teun Koopmeiners. Ma dove sta scritto, esattamente, che il senso e la mission sociale siano di vendere quando non ce n’è palesemente bisogno? Un allenatore porta avanti un progetto tecnico e sulla base di ciò formula richieste in sede di calciomercato. Succede in qualunque azienda che chi ti porta soldi e fatturato abbia poi voce in capitolo negli investimenti. E come ogni buon agente di commercio, che ti fa chiudere affaroni ormai verso il mezzo miliardo di eurini, anche chi sta in panchina può godere di provvigioni.

Non c’entrano proprietà e gestione, ma la mentalità

Al Centro Sportivo Bortolotti la mentalità da “se non vendi rischi di non poter reinvestire” col mister di Grugliasco è finita tipo da nove anni, al suo arrivo. Il calcio da regina delle provinciali dagli orizzonti ristretti, o se preferiti dai sogni dorati confinati tra le sponde del Morla e della Tremana, perché per molti osservatori preziosi il Serio e il Brembo sono di scala troppo larga, all’ombra della Maresana è finito da un pezzo. Si sta parlando di bilanci tra i sette e gli otto zeri, mica del banco dei pegni o di terzo settore con cifre da dame di carità. L’Atalanta è una grande, magari aggiunta, forse un’intrusa pro tempore benché la congiuntura duri da quasi un decennio. Non una piccola. E se competi nello sport, soprattutto quando sei diventato un brand internazionale, devi coltivare ambizioni. In tempi del braccino, anche perché le entrate non lo giustificherebbero nemmeno a pensare di taroccarle, sono finiti. Lontani. Chiusi.

“Gasperini non vuole i giovani”: ma quali?

Il suddetto dorso porta l’esempio del presunto delta fra le intenzioni del Gasp e della proprietà-dirigenza-gestione sportiva con la fame al mercato di giocatori già fatti espressa a fauci spalancante dallo stesso uomo in panchina. Fin qui per lo più assecondato, perché Ilicic, Zapata, Muriel, Hojlund, Lookman e Retegui mica se li è comprati di sua esclusiva volontà e di tasca sua. I giovani che l’interessato non vorrebbe far giocare si chiamano Caleb Okoli, venduto a peso d’oro in Premier League, mica messo in castigo nello sgabuzzino, e Marco Palestra, che è il quinto di reparto fra gli esterni e tra parentesi s’è pure rotto in Under 21. Dove sarebbero i giovani di valore in Primavera o Under 23 che non si vorrebbero lanciare? La prima è salva ma nulla più, la seconda ai playoff pur tra una crisetta e l’altra.

Perché tra Pagliuca, Percassi e Gasperini c’è comunanza d’interessi

L’iniezione di capitale fresco ce l’ha messa il sodalizio di Bain Capital e dintorni. La gestione sportiva è dei clusonesi trapiantati in città che come imprenditori non sono certo così poco avveduti, successi comprovati a parte, dal volersi liberare di un allenatore scomodo solo perché osa esprimere un pensiero condiviso dalla stragrande maggioranza dei tifosi. Perché, dovunque, evocare una cacciata in ghiaccio, dopo aver rimarcato il pessimismo gasperiniano circa il rinnovo già espresso a parole prima di Empoli? Perché scrivere di parti distanti per giustificare l’addio? Forse perché la si sa più lunga senza volercela raccontare. Altrimenti, per com’è espressa la tesi, è un po’ duretta sostenere che stia in piedi da sola. Ah, e se poi l’affetto e la stima reciproca avessero la meglio sulla mancanza d’alternative e le baruffette a distanza sui toni e la policy? Vogliamo scommetterci a costo di perderci una birretta?

Subscribe
Notificami
guest
32 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments
Commento da Facebook
Commento da Facebook
10 mesi fa

Polemica inutile.
Bisogna parlare di calcio e non questioni che non si conoscono.

Maurizio
Maurizio
10 mesi fa

Caro Serina,
quando al giornale l’eco di Bergamo cera un certo direttore Don Spada, a te davano solo il compito di scrivere per le partite di calcio della provincia bergamasca.
Mi riferisco a terza, seconda, prima categoria, promozione e poco altro.
Questo perché il direttore e i vari giornalisti sapevano chi eri.
Un egocentrico, permaloso, orgoglioso e anche superbo. Anche poco preparato.
Col passare del tempo le persone che ti conoscevano sono passate a miglior vita e quindi ti sei trovato ad occupare posti al giornale, immeritati per le tue capacità.
Ricordo che nel lontano 2016 quando Gasperini era sulla graticola per colpa tua che continuavi a fare tutte le tue congetture per cambiare l’allenatore.
Ricordo perché ho mandato una lettera al giornale dal contenuto fax simile a questo scritto, che non è mai stata pubblicata.
Dove dicevo: vogliamo mandarlo via, mandiamolo, ma io sono sicuro che con lui apriamo il cassetto dei sogni, magari l’Europa, magari la Champions, oppure anche lo scudetto.
Questo lo poteva dire uno che di calcio ne sapeva un pochino, non tu.
Ah dimenticavo, mio padre ha lavorato a l’eco di Bergamo con Don Spada, Tarchini e molti altri giornalisti di qualità.
Ecco perché il tuo curriculum lo so.
Nella vita serve umiltà e non inventare congetture mettendo zizania.
Non a caso Gasperini sono diversi anni che non ti vuole far fare nessuna intervista e tu, nonostante questo, spacciavi interviste di altri come tue.
Povero vecchio buffoncello.
Ci ricordiamo ancora quando andavi a Bergamo Tv con i faldoni sotto braccio per far vedere quanto era alto il tuo bagaglio di conoscenze calcistiche.
Ecco perché tutti a Brgamo ti criticano e ti mandano a cagare alla velocità della luce.
E quella cagata che hai scritto qui è tutta una tua elucubrazione perché pur di scrivere sul tuo nuovo giornale e realizzare pezzi inediti, venderesti l’anima al diavolo.

Commento da Facebook
Commento da Facebook
10 mesi fa

Se è del corriere presumo autore serina, quindi validità zero

Commento da Facebook
Commento da Facebook
10 mesi fa

Serina hai rotto il c ..o

Commento da Facebook
Commento da Facebook
10 mesi fa

Tutte cavolate😃😃😃

Commento da Facebook
Commento da Facebook
10 mesi fa

C’è poco da fare. Il Gasp vuole andare via perché non gli basta più l’aria di Bergamo (dove ha pure comprato casa)? Se vuole andar via per tornare al Crotone e riprovare una scalata alla zona Champions da altri lidi è un grande Gasp. Se invece, ha sofferto troppo nel dover plasmare giovani imberbi per il palcoscenico internazionale, è ora, ad una certa età, di andare dove i giocatori te li ritrovi belli e pronti. E’ una legittima aspirazione. Peccato perché comunque il Gasp ha condiviso abbastanza entusiasticamente per un tratto la sparagnina posizione del Percassi. Poi, ingolosendosi o invecchiandosi, l’ha forse abbandonata.
E’ credibile che il pragmatismo americano avrebbe allontanato un Gasp bizzoso che con le sue pretese poteva minacciare i surplus di un investimento. Ol Tòne invece, pà e polenta, si è sforzato di mandarlo giù o di imbrigliarlo.
Il Gasp dice che forse l’Atalanta diventerà qualcosa di diverso? Intende dire che lo farà, ma sarà troppo tardi per lui? Al momento la Dea continua ad essere se stessa. Non ha la forza di trasformarsi in uno squadrone che coltiva anche la cantera (ma potrebbe pian piano riuscirci), e comunque il settore giovanile non lo molla puntando invece a prendere timidamente giocatori già pronti o semi-pronti (con Scamacca è andata male, ma con Retegui no) o sfruttando la forza dello scouting per poi realizzare. Al Gasp è sicuramente piaciuto plasmare i giocatori e tirar fuori da loro il campioncino. Sembra che abbia perfino una percentuale sulla rivalutazione della rosa. In una squadra di campioni già fatti non sarebbe così, cosiderando che poi se la tirano mica male (e sarebbero scintille con il fumantino di Grugliasco…).
Sorpresona finale: Il Gasp è rude, ma ha poi sempre mostrato un cuore tenero (es: l’abbraccio a “Locman” dopo averlo vituperato). E siccome ha sempre fatto sparate da fumantino, due prove, cuore e incontinenza, fanno un indizio: questo può restare ancora a Bergamo……🤷‍♂️

Commento da Facebook
Commento da Facebook
10 mesi fa

Gasp ha riempito la cassaforte del presidente perciò…

Commento da Facebook
Commento da Facebook
10 mesi fa

Pietro serina parto a…e🗣️

Commento da Facebook
Commento da Facebook
10 mesi fa

Articolo riempito del nulla

Commento da Facebook
Commento da Facebook
10 mesi fa

Pagliuca chi

Articoli correlati

ederson atalanta
Più di un dubbio per Raffaele Palladino. Ma ecco quali potrebbero essere le scelte del...
krstovic atalanta
Esprimete la vostra opinione e date il vostro undici di partenza per Atalanta-Verona, duello in...
Jeff Odje, classe 2010, giocherà con ogni probabilità due amichevoli contro la Germania nei prossimi...

Altre notizie