12 maggio: gli 80 di Luciano Poppi, terzino per quattro stagioni

80 candeline lunedì 12 maggio 2025 per un bergamasco cresciuto calcisticamente fuori provincia: l'ex terzino gandinese Luciano Poppi

Via un terzino per un altro, nelle sliding doors di calciomercato dell’Atalanta da scambio con la Reggina: dentro Bruno Divina, poi eroe degli anni settanta da saliscendi, out Luciano Poppi da Gandino, uno dei non tanti bergamaschi cresciuti non in nerazzurro, nel caso suo tra Milanese e Milan. L’estate del 1970 vale l’addio definitivo, dopo un quadriennio, del nativo di Gandini che oggi, lunedì 12 maggio, soffia su 80 candeline. Di tanto in tanto lo avvistano ai raduni dei vecchi rossoneri, quindi ha il Diavolo dentro più che la Dea. Sotto i cieli della Maresana dal ‘66, un biennio dopo l’esordio milanista da pro il 31 maggio 1964 (4-2 sul campo della Spal, Nils Liedholm in panchina) e a ruota della gavetta in serie B all’Alessandria e al Genoa. Riserva dello zanichese Alfredo Pesenti o del vertovese Franco Nodari, protagonisti del trionfo in Coppa Italia nel 1963, chiuse da titolare soltanto in cadetterìa.

Il terzino col vento in Poppi

Destripede che si spostava sull’altra fascia, vedi sostituzioni illustri sotto Stefano Angeleri, Paolo Tabanelli sostituito dal precedente e ancora il Gabbiano rimpiazzato da Silvano Moro e Carletto Ceresoli nell’annata della retrocessione (1969-1969), Poppi riuscì a conquistarsi i galloni di intoccabile solo dopo l’addio anche di Ivan Bertuolo. Quindi, il passaggio sullo Stretto per chiudere a 31 anni in C e da dilettante nella Gioiese di Gioia Tauro a 34. In amaranto, un piccola colonia di futuri atalantini: lo stopper e poi allenatore Nedo Sonetti, l’attaccante Corrado Marmo e l’ala Roberto Filippi, con Piero Persico (ex portiere di riserva) ad allenarlo in parte della prima stagione.

I numeri di Cianino

Cianino, soprannome consono al metro e settanta di marcatore inappuntabile, nell’Atalanta giocò 111 volte di cui 104 in campionato (3 in Coppa Italia, 4 tra Mitropa e Coppa dell’Amicizia Italo-Svizzera) segnando soltanto una volta, in semirovesciata alla Roma nella sconfitta in rimonta per 3-2 all’Olimpico il 16 aprile 1967. L’illusorio 2-0 al quarto d’ora, da esterno basso a sinistra, dopo aver servito il rompighiaccio a Giancarlo Danova, la Pantera: un match concluso anzitempo sotto la doccia col suo avversario, l’ala destra Giordano Colausig. 51 le partite in totale nella massima serie, 196 in B con una rete (in maglia rossoblù), al Trani, il 9 gennaio ’66, e 26 in C. Tanti auguri.

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10 mesi fa

Me lo ricordo. Conosciuto personalmente. Un ragazzo educato e intelligente

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