Il 5 giugno per le candeline e Stefano Colantuono in comune. Tra gli ormai ritirati Michele Canini (393 match e 5 reti da pro), 40 anni da ex calciatore ormai dal dicembre 2019, e il fine dicitore Matteo Scozzarella, 37 (19 reti in 352), fine corsa dalla primavera passata in D nel Cjarlins Muzane, c’è Magnus Troest (29 in 549), 38, che ha appena vinto i playoff di serie D non la Nocerina contro il Martina Franca dopo aver fatto il downgrade nel Nola e nella Cavese in coda al quadriennio alla Juve Stabia. Tre volti noti del passato recente dell’Atalanta.
Canini da difesa
Il bresciano Canini, dopo la trafila nel vivaio, ottiene una panchina cadetta contro la Fiorentina da Andrea Mandorlini il 25 gennaio 2004. Il mese cui è più legato nel segno della Dea: il 9 del 2013, contestualmente alla cessione di Thomas Manfredini, torna in comproprietà dal Genoa; il 27 del 2014, via al Chievo per una girandola di prestiti con FC Tokyo, Ascoli, Parma e (per un anno e mezzo) Cremonese. La penultima avventura, alla FeralpiSalò da svincolato, è una scalata al sogno cadetto sbattuta contro lo spigolo della Triestina; l’ultima è un addio, alla Pergolettese sempre in C. A Cagliari, la coppia da lacrime postume col sampellegrinese Davide Astori. Agli ordini del Cola, 21 presenze, tra cui quella in Coppa Italia col Sassuolo il 4 dicembre 2013, cambio nella ripresa di Stefano Lucchini, l’ostacolo alla gloria personale a braccetto dell’intoccabile Guglielmo Stendardo. 10 su 12 dallo start la prima mezza stagione, 7 su 8 la seconda. Mettendo nel cassetto anche la Coppa Italia Primavera 2003 con mister Alessio Pala e Piermario Morosini, timbrata nel 2-1 bergamasco al “Comunale” col pari di testa con la Lazio prima del matchball di Inacio Pià il primo aprile, a tiro dello scudetto Allievi Nazionali. Nel palmarès, la partecipazione ai Mondiali Under 20 nel 2005 e il paio agli Europei Under 21.
Un Troest a merenda
A livello senior, del trio che mangia la torta, solo il biondone di Copenaghen, anche una C vinta nel 2020 con le Vespe, è riuscito a battezzare nella porta altrui la propria militanza. Il 21 maggio 2011, 2-2 casalingo col Cittadella, penultima giornata cadetta col primo posto in tasca. Cresciuto nel B 93 e nell’Aston Villa prima di tornare in patria nel Midtjylland, futuro avversario di Champions dei suoi colori, è il terzultimo del suo Paese di una serie chiusa da Rasmus Hojlund dopo i Cinquanta e i Sessanta aurei coi due Hansen (Svend e Karl), Leschly Sørensen, Poul Rasmussen, Flemming Nielsen e Kurt Christensen oltre ad Andreas Cornelius. In Italia al Parma nel 2008, a Bergamo arrivò in prestito dal Genoa dopo l’annata spagnola all’Huelva. In precedenza, anche Varese (riscattato) con la Zanzara De Luca, Lanciano con l’imberbe Andrea Conti e il triennio al Novara senza mai toccare la serie A. Nell’annata cadetta sotto le Mura, 22 su 25 da titolare facendosi spazio fra Daniele Capelli, Thomas Manfredini e Federico Peluso.
Scozzarella elettrica
Passato sotto il Profeta di Anzio, per mezza stagione, anche il triestino di piede finissimo Scozzarella, cartellino di proprietà fino al riscatto del Trapani nell’estate del 2015. Spiccioli, con la colpa del mancato physique-du-role per fare il centrale di centrocampo a due: in mezzo, all’epoca, Luca Cigarini e Carlos Carmona, più coperto e contorno. Cinquina di presenze e basta, compreso l’esordio nella massima serie col Torino (1-5…) il 30 settembre 2012 subentrando a Riccardo Cazzola, suo compagno anche alla Juve Stabia, le altre comparsate con Roma e Pescara (quasi un tempo) e il paio di Coppa Italia contro Padova e Cesena, 28 novembre, assist per il la di Facundo Parra alla rimonta per il 3-1 finale. A gennaio, rieccolo riprendere a Terni una corsa in prestito e/o comunque lontano dalla base che ha toccato anche Portogruaro, Spezia e Parma. Tantissimi auguri, la stoffa del grande giocatore il buon Matteo l’ha sempre avuta.



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