Atalanta regina del player trading

Investimenti intelligenti e Champions: il modello sostenibile della Dea continua a funzionare: 193 milioni in 8 anni e un altro bilancio in attivo

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Dal 2016, l’Atalanta ha costruito una delle gestioni economiche più efficienti del calcio europeo, inanellando esercizi di bilancio in utile per un risultato aggregato di 193 milioni di euro fino alla stagione 2023-2024. Un filotto virtuoso che, salvo sorprese, proseguirà anche al 30 giugno 2025, con un nuovo bilancio chiuso in attivo. Alla base di questa stabilità economica, il sapiente utilizzo del player trading e una strategia di reinvestimento equilibrata e redditizia.

Come sottolinea La Gazzetta dello Sport, nell’ultima stagione, i proventi da cessioni hanno toccato i 100 milioni, grazie a operazioni mirate e tempistiche perfette. Emblematico è il caso di Mateo Retegui, prelevato solo un anno fa per 23 milioni e rivenduto per 68 milioni all’Al-Qadsiah, generando una plusvalenza imponente. Una mossa che conferma la capacità dell’Atalanta di valorizzare e monetizzare rapidamente i propri asset, senza perdere competitività.

Il percorso non è stato solo finanziario: i proventi sono stati sistematicamente reinvestiti, sia per rafforzare la rosa che per migliorare le infrastrutture del club. Oggi il costo della rosa è più che raddoppiato rispetto a cinque anni fa, segno di una crescita costante e sostenibile, anche dal punto di vista sportivo.

La qualificazione alla Champions League rappresenta un altro pilastro della solidità economica. Con il ritorno tra le grandi d’Europa, la società bergamasca può contare su nuovi introiti e un maggiore margine di manovra nel mercato, che sta già dando segnali di grande dinamicità.

Circa 80 milioni sono già stati impegnati tra acquisti e riscatti, a testimonianza di una campagna acquisti aggressiva ma sempre bilanciata. L’Atalanta non ha mai smarrito la sua filosofia: comprare a cifre sostenibili, valorizzare internamente e rivendere a prezzo maggiorato, mantenendo una rosa competitiva sia in Italia che in Europa.

Questa strategia consente al club di non dipendere esclusivamente dai risultati sportivi per la propria stabilità, creando un modello replicabile e virtuoso, che attira l’attenzione di molti osservatori internazionali. L’equilibrio tra sostenibilità finanziaria e ambizione sportiva è ormai il tratto distintivo della Dea, che continua a crescere senza mai fare il passo più lungo della gamba.

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