L’Atalanta ha perso il suo terminale offensivo più prolifico, ma non è detto che debba recuperare “tutti” quei gol per restare ai vertici. L’addio di Mateo Retegui, approdato in Arabia Saudita dopo una stagione da 25 reti in Serie A (pari al 32% del totale realizzato dalla Dea), ha inevitabilmente aperto interrogativi sull’impatto offensivo del nuovo ciclo nerazzurro. Eppure, come sottolinea Corner, analizzando i dati e i contesti tattici, emerge con chiarezza un concetto: non sempre serve replicare i numeri per confermare i risultati.
La nuova stagione è iniziata ufficialmente con il raduno a Zingonia, dove tra test atletici e prime esercitazioni, Juric ha cominciato a prendere le misure del gruppo. Sul campo si rivedono volti noti come de Roon, ma anche Gianluca Scamacca e El Bilal Touré, due pedine che potrebbero diventare fondamentali nel ridisegnare l’attacco atalantino post-Retegui.
L’analisi dei dati evidenzia che una squadra non deve per forza “sostituire” ogni gol perduto con un altro attaccante.In realtà, esistono altri modi per mantenere competitività: ridurre i gol subiti, aumentare la distribuzione delle reti tra i reparti, migliorare il rendimento difensivo e rendere più efficiente il possesso palla. In altre parole, cambiare filosofia di gioco, mantenendo alto il livello di rendimento complessivo.
Lo stile Gasperini, basato su verticalità, pressing alto e ritmi elevati, si è fondato spesso su un principio pragmatico: “segnare un gol in più dell’avversario”. Ma ora, con Ivan Juric alla guida, l’Atalanta potrebbe virare su una lettura più equilibrata del campo, cercando maggiore compattezza difensiva e coralità offensiva.
Scamacca, pienamente recuperato dall’infortunio, ha le caratteristiche per diventare un punto di riferimento tecnico e fisico, pur con un approccio al gioco diverso da quello di Retegui. Al suo fianco, o in alternativa, ci sarà Touré, attaccante dal grande potenziale, pronto a giocarsi le sue carte dopo una stagione condizionata dai problemi fisici.
La nuova Atalanta, quindi, potrebbe puntare su una produzione offensiva più distribuita, con Lookman, Koopmeiners, Ederson e i centrocampisti chiamati a contribuire con maggiore continuità al tabellino. Una formula che molte squadre di alto livello hanno già adottato con successo: non avere un unico goleador, ma tanti giocatori in grado di andare a segno.
Inoltre, la continuità difensiva, l’attenzione ai dettagli tattici e l’organizzazione di squadra potrebbero compensare l’inevitabile calo numerico legato all’addio del capocannoniere. Se la squadra dovesse subire meno reti, anche con 10-12 gol in meno segnati complessivamente, il bilancio finale potrebbe restare invariato o persino migliorare.
Il lavoro di Juric sarà dunque improntato alla costruzione di un’identità nuova ma coerente con i principi che hanno portato l’Atalanta ai vertici, mantenendo la solidità economica e l’ambizione sportiva. L’assenza di Retegui sarà un’occasione per sperimentare e valorizzare risorse diverse, evitando l’errore di cercare un sostituto “copia-incolla”.



Manca un attaccante
Serve tenere i migliori e siamo competitivi comunque.
Scam e Toure da cotolengo
Senza Retegui abbiamo vinto l’Europa league giusto x nn dimenticare
In fondo l’analisi mi sembra corretta.
A patto che ederson e lookman restino.
Altrimenti bisogna intervenire sul mercato
Koopmainers?ma voi che droga usate?siete imbarazzanti
SCAMACCA