Un neo sessantottenne eroe mundial a Spagna ’82, un buon centrocampista che scrive 47 ritiratosi quattro stagioni fa in Sardegna alla Baunese dopo aver giocato anche a Tortolì e un aitante jolly quarantenne dalla spazzata imperiosa di destro che firma autografi con la sinistra e due annate fa era ancora da noi, alla Virtus CiseranoBergamo dopo essere passato dalla Giana. L’8 ottobre, in casa Atalanta, vale un compleanno triplo: il terzino sinistro Antonio Cabrini, svezzato in nerazzurro prima di ascendere alla gloria juventina e azzurra, Antonino D’Agostino, alla ribalta nella prima risalita dalla B con Stefano Colantuono, e infine Riccardo Cazzola, ennesimo alfiere del calcio del Cola da mediano e a volte da centralone difensivo.
Cabrini, il terzino mundial
Il giovane Cabrini, svezzato da Giancarlo Cadè e dal suo sostituto Gianfranco Leoncini, forse non avrebbe immaginato da diciottenne che era, in arrivo dalla natìa Cremonese, dove il consulente speciale del presidente Domenico Luzzara era il responsabile del settore giovanile nerazzurro e poi diesse Giuseppe Brolis, la parabola che l’avrebbe condotto al riempimento della bacheca. 39 partite, di cui 4 di Coppa Italia, e il matchball al Piacenza in casa l’8 febbraio del 1976. Solo cadetto da atalantino, il bell’Antonio da Casalbuttano, figlio di agricoltori con cascina, silos per il grano e i campi, avrebbe attinto le vette della professione: 545 partite e 57 gol (punizione, azione, testa, spesso da palla inattiva) nei club, Bologna compreso con cui appese le scarpe al chiodo nel ’91, 73 e 9 in Nazionale (più 21 tra Italia giovanili, Italia B e Militare), 6 scudetti, 2 Coppe Italia, tutte le coppe europee, l’Intercontinentale e ovviamente la perla del Campionato del Mondo. Da tecnico, molta meno fortuna tra Arezzo, Crotone, Pisa, Novara, Siria e Italia femminile dal 2012 al 2017.
Il dj D’Agostino
Centrocampista destro o sinistro, omonimo del più famoso Gaetano, mancino puro e idolo da bonus per fantacalciofili, il torinese D’Agostino era praticamente la riserva di Luca Ariatti o Davide Bombardini nella stagione 2005-2006. Col Mantova, l’11 febbraio 2006, la risolse lui sul 2-1 tre minuti (88′) dopo aver sostituito proprio il fantasioso romagnolo. A Modena, il 20 dicembre ’05, l’unico precedente pallone nel sacco, col piattone sinistro di giustezza, in 25 presenze includenti anche le 2 sotto Gigi Delneri nella prima parte del 2008-2009. Il resto della carriera, non ancora concluso? Lascaris Pianezza (una succursale della Juventus), Pro Vercelli, Treviso, Cagliari, ancora nella Marca prima del breve ritorno a Bergamo, Parma, Progetto Sant’Elia, Ascoli, Gloria Bistrița in Romania, Selargius, Volpiano e Tortolì e appunto Baunese.
Super Cazzola, il mediano che gioca ovunque
Quanto al roccioso Riccardo da Verona, attuale vice allenatore all’Under 19 della Torres, eroe da serie D dalle scarpe ormai appese al chiodo dopo esserlo stato in C nella Virtus Vecomp di Gigi Fresco, basti pensare che anni fa pur di rimettersi in gioco stava per accettare l’ingaggio al Villa Valle, o Villa d’Almè Valle Brembana che dir si voglia. Per dire dell’umiltà e dell’abnegazione del personaggio, portatore d’acqua che faceva legna, 189 centimetri piantati dove l’allenatore di turno intendeva piazzarli. 44 presenze da atalatnino segna segnare, tra febbraio 2012 e 2014, sempre al piano di sopra, senza lamentarsi mai, riciclandosi difensore alla bisogna. Un idolo di tifosi e tifose. San Zeno, Perugia e Sambenedettese by Gaucci in cui conobbe il Cola, Pro Vasto, Arezzo, Olbia, Pergocrema, Juve Stabia, da prestito nerazzurro Cesena e Livorno, poi l’Alessandria, tra le altre stazioni della strada ferrata giunta al capolinea: 516 match, 20 reti e 12 assist. Tantissimi auguri di buon compleanno.


