Il diritto di opinione non può essere cancellato, ovviamente, ma nelle scorse ore in molti avevano già dato – forse troppo presto – per passato il ciclo di Ivan Jurić a Bergamo. Il calciatore dell’Atalanta avrà lavorato sodo ugualmente, cercando di preparare al meglio gli impegni che lo attendevano, ma sicuramente la partita non è stata accompagnata da un clima felice, con tante chiacchiere a circondare katane e elmetti in preparazione della battaglia sportiva. Il clima è stato caldo, allo stadio, ma a conti fatti l’Atalanta non è affondata, come molti si sarebbero aspettati. Sarebbe banale dire che la squadra ha giocato per la maglia e per l’allenatore, ma certamente non si è visto un ambiente spaccato, al netto dell’evitabilissima scaramuccia seguita al cambio Lookman-Musah, peraltro discutibile nelle modalità. Il tecnico di Spalato, però, ha mostrato atteggiamento combattivo, mostrando le unghie già nel pre-partita dopo una domanda legata alla fiducia (o meno) della società da parte di Sky, evidenziando come, in quel momento, l’unica vera priorità fosse la voglia di riscatto dopo una partita davvero scadente, come da lui ammesso, vista a Udine sabato. Resta il fatto che ora, dopo questo risultato, diverrebbe molto più difficile uno scenario legato a un esonero anche in caso di sconfitta contro il Sassuolo. E Jurić, dalla sua, potrà lavorare con un pizzico in più di serenità, nella speranza di riportare la squadra in posizioni di competenza anche in campionato, in Serie A.



A mio parere il cambio è solo rimandato,non mi sembra l’allenatore adatto alla DEA.
Adesso per una partita vinta diventa un fenomeno? Che articoli…