L’8 novembre compie gli anni, tra gli ex dell’Atalanta, uno che a Bergamo ebbe il trampolino di lancio per la gloria juventina. Prima di lui c’erano stati i ben più dotati Scirea, Prandelli, Bodini e Cabrini, tanto per rimanere tra i Settanta e gli Ottanta del secolo scorso. Tra quest’ultima decade e gli anni novanta, invece, l’esplosione di Sergio Porrini, uno dei non pochissimi diventati qualcuno grazie al compianto Emiliano Mondonico e recentemente, anche se dall’esonero è passato più d’un anno, in coppia con Massimo Carrera sulla panchina dell’Ascoli. Il mastino milanese spegne oggi 57 candeline.
Porrini, da Mondonico alla Juve con Lippi
In bianconero ritrovò Marcello Lippi, insieme a un certo Paolo Montero, tutti e tre insieme nella qualificazione Uefa a lungo inseguita ma solo sfiorata nel 1992/93. Era la quarta e ultima annata bergamasca di Porrini. Lippi avrebbe stazionato al Napoli temporaneamente, come lo era stato da queste parti. Porrini, invece, nella Juve assaggiò per primo Giovanni Trapattoni da mister. La creatura lippiana tornò a riempire la bacheca di scudetti con la colonia nerazzurra, perché c’era anche Alessio Tacchinardi. Bergamo, per il meneghino scuola Milan, è pure la residenza anche del cuore forse perenne. Col salto nel ricco calcio subalpino, due scudetti, una Coppa Italia da protagonista nel ’95 segnando al Parma da match winner a Torino e pure al “Tardini”, due Supercoppe Italiane, la Champions League e infine l’Intercontinentale.
Cose buone dal Mondo
In realtà col Mondo, dopo essere arrivato dalla culla rossonera nemmeno ventunenne, giocò appena otto match prima del passaggio del tecnico di Rivolta d’Adda al Torino. Il debutto, il 28 gennaio del 1990 a Cremona. Per poi segnare, col temporaneo 2-1 nel pari casalingo con la Sampdoria il 4 febbraio successivo, il primo dei tre gol in 118 presenze atalantine di cui 7 nella rincorsa alla Coppa Uefa terminata ai quarti con l’Inter nell’inverno del ’91 col passaggio di mano in panca tra Piero Frosio e Bruno Giorgi, altri due grandi maestri di calcio che non ci sono più. L’altro paio, spesi a fine corsa bergamasca tra il 2-1 al Foggia e il 3-1 alla Roma sempre sotto la Curva Nord, con Lippi a comandare.
Dalla bacheca da difensore alla panchina
Avrebbe vinto anche ai Rangers, da emigrato, Porrini, operaio del pallone cui piaceva salire in paradiso grazie comunque a una tecnica sottovalutata dai più essendone più evidente la grinta da marcatore vecchio stampo eppure modernissimo, capace di sgroppate come di ferire da palla inattiva. Due coppe e una supercoppa di Scozia come contorno a due titoli nazionali, per chiudere con Alessandria, Padova e Pizzighettone con scarpe appese al chiodo quarantunenne e la soddisfazione di aver giocato le qualificazioni mondiali nel ’93 contro Malta ed Estonia agli ordini di Arrigo Sacchi. 18 gol e 9 assist in 593 vicende sul campo, quindi il mestiere di mister, cominciato laddove aveva smesso per frequentare anche Pergocrema, Colognese, Pontisola, Allievi Nazionali e collaborazione tecnica con Edy Reja a Zingonia (2013-2016), Crema vincendoci l’Eccellenza nel 2017, Ciserano, vince ancora del Vecio di Lucinico nella nazionale albanese tra 2019 e 2022 e poi nel Gorica prima di farlo per un po’ la scorsa stagione all’altro ex compagno atalantino, appunto La Bandera, al Picchio. Black & white anche quello, dev’essere il destino. Tanti auguri.



Tanti auguri gladiatore….!!!
Auguri
Tanti auguri SERGIO
AUGURI 💐 💐💐