Il 9 ottobre di sette anni fa, le dimissioni dall’ultimo incarico in panca, lāOrvietana in Eccellenza. La categoria da cui era partito, da tappezziere e bomber, nell’Amerina. Dal San Valentino 2019, la consolazione della direzione tecnica della scuola calcio a lui intitolata dell’Asd San Giovanni Bosco Terni. Ma con lui e per lui ĆØ sempre stato tutto transeunte, di passaggio. Riccardo Zampagna, l’attaccante epigono della rovesciata, spegne oggi, sabato 15 novembre, 51 candeline. Il Brescia, la Roma, prima ancora il Catanzaro in B, il giorno della risalita al piano di sopra dell’Atalanta: tutte magie ben prima della Chilena di Mauricio Pinilla, da chi in serie A c’era giĆ stato col Messina. A Bergamo, l’amicizia ad alto rendimento con Stefano Colantuono atto I, poi le liti con Gigi Delneri. Tutti contenuti buoni per āIl calcio alla rovesciaā, pubblicato il 10 aprile di 14 anni fa, con proventi devoluti allāospedale di Terni, la sua cittĆ , per lāacquisto di un mammografo e di un respiratore per neonati prematuri.
Zampagna, il calcio alla rovescia da Messina a Bergamo
Fisicone e testa rasata, grandi doti in acrobazia con una tecnica non indifferente affinata fin dalla gavetta tra i dilettanti, il tardo esordiente Zampagna, sfuggito al destino delle acciaierie al contrario di papĆ Ettore, aveva battuto la Lupa in maglia Messina con uno scavetto alla Totti. Ne aveva una trentina, lui, inizi duri calciatore-lavoratore nella bottega di Giampiero Riciutelli. 1 milione e 600 mila lira divise tra la tappezzeria e il club di Amelia, nella sua provincia. Nerazzurro dal gennaio 2006 al gennaio 2008, dopo essere stato ripudiato dai peloritani del presidente Pietro Franza e dellāallenatore bergamasco Bortolo Mutti (da settimo a sostituito da Ventura: retrocessione), riuscƬ a infilarne 23 in 58 match e soprattutto a entrare nel cuore dei tifosi per la sua semplicitĆ piena di slanci.
Zampagna, Doni & Colantuono: che spettacolo!
Uno score notevole, se parametrato ai 180 complessivi in porta su 543 apparizioni in carriera. Cristiano Doni e il Cola erano gli altri componenti della triade atalantina quando Riccardo il ternano era al centro dellāattacco. Litigava anche con il profeta di Anzio, ma finiva a pane, salame e vino rosso. 6 palloni nel sacco subito, promozione, 11 in A e poi 3 prima di rompere col Baffo di Aquileia. Non col suo pubblico: un ultrĆ delle Fere fin da bimbo non avrebbe mai potuto staccare il cordone ombelicale dai gemellati atalantini.
Il rapporto alla rovescia coi mister
Tra gli altri rapporti da prendere con le pinze, Giuseppe Papadopulo a Siena, Bruno Bolchi a Messina e Terni, Stefano Pioli al Sassuolo al sipario col pallone di un certo livello. Il 19 novembre 2007, la rottura che lo avrebbe allontanato dalla Curva Nord, ma solo fisicamente. Una parabola iniziata in Eccellenza dopo il vivaio nel Virgilio Maroso a Borgo Rivo, il quartiere d’origine, e conclusa nella Carrarese in Seconda Divisione. Da pro, battesimo del fuoco a 23 anni nella Triestina in C2 (il ds Walter Sabatini lāaveva scovato a Pontevecchio in D) e passaggi da Arezzo, Catania, Brescello, Perugia (2 presenze in Coppa Italia e 2 in Intertoto con Serse Cosmi nellāestate del 2000), Cosenza, Vicenza e Sassuolo. Una coda nella Uisp, a 11 e a 7, prima del match di addio per beneficenza al āLiberatiā cogli ex compagni suddivisi fra Ternana e Atalanta.
Il bomber del popolo e della Curva
Il 19 ottobre 2009, dopo la partita con lāAlbinoLeffe in maglia neroverde, i tifosi della Pisani andarono a salutarlo allāimbocco dellāA4. Zampagna, proprietario di una tabaccheria a Terni da settembre 2012 a dicembre 2016, da mister qualcosina ha fatto, ma giusto per divertimento. La Promozione conquistata col Macchie (frazione di Amelia), che un pomeriggio (6 settembre 2013) portò a Zingonia, e le esperienze a modo suo con la Voluntas Spoleto, durata un battito di ciglia nel luglio 2015, con lāAssisi, il Trestina di CittĆ di Castello e la Trasimeno di Castiglione del Lago. Tantissimi auguri⦠a testa in giù.



Le tue rovesciate me le ricordo ancora