Nell’Atalanta c’è un braccetto che ormai potrebbe farsi emettere una tessera di abbonamento all’infermeria come i caffè e i cappuccini al bar dell’oratorio. I guai di Giorgio Scalvini, in apparenza cronicamente muscolari visto il risentimento all’adduttore destro con qualche ovvia parentela con la lesione fasciale allo stesso muscolo lungo dalla stessa parte e quindi la combo risentimento al bicipite femorale sinistro-lesione al flessore sinistro, in realtà arrivano da molto lontano. Senza scomodare questioni intricate e strettamente tecnico-scientifiche come eventuali difetti posturali et similia, la cronaca degli infortuni del difensore di Palazzolo sull’Oglio ha un’origine, o meglio uno spartiacque non troppo lontano nel tempo.
Scalvini e il crociato della discordia
I lettori più attenti si ricorderanno, infatti, le polemiche a dismisura montate soprattutto dai tifosi delle altre squadre per quel recupero extra calendario in casa con la Fiorentina, in realtà dettato dal rinvio per la morte improvvisa del direttore generale viola Joe Barone il 17 marzo dell’anno scorso e anche dall’impossibilità di trovare una data ad annata in corso su più fronti. Crociato sinistro il 2 giugno e addio convocazione agli Europei, coi soliti soloni dalle lezioncine a dito puntato a lagnarsene a suon di “non poteva Gian Piero Gasperini far giocare le riserve per preservare i nazionali e soprattutto un azzurro?”. Ma non finisce mica col rientro il 23 novembre a Parma dopo aver saltato 17 partite di buona parte della prima parte della stagione…
La spalla di Barcellona
Altissimo (un metro e 94 nominale, ma è di più) e dinoccolato, comunque piuttosto elegante nelle movenze soprattutto in conduzione di palla, il quasi ventiduenne di Palazzolo sull’Oglio strappato dodicenne al Brescia, candeline il prossimo 11 dicembre, il 29 gennaio scorso, dopo aver giocato a spizzichi e bocconi, si rifà male a Barcellona in Champions League. Stavolta gli esce la spalla sinistra, già acciaccata, e buonanotte. Stabilizzazione gleno-omerale con tecnica Latarjet e arrivederci alla prossima. Altre 20 allacciate di scarpe rimastegli nella borsa sulle 74 totali da tre anni a questa parte, una cifra che sembra davvero esagerata per un giovane virgulto nel pieno dell’esplosione tecnico-tattica, anche se taluni per il tocco piuttosto raffinato lo preferirebbero mediano a due, pur senza tutto questo cambio di passo necessario al ruolo.
I muscoli di seta del 2025/2026
Scorrendo il nastro temporale all’indietro, non sembra un case history così affollato a livello muscolare, quello dell’azzurro che ultimamente non viene più convocato causa apparizioni molto rarefatte nel club. Ossia cinque partite appena sulle sedici già disputate dalla squadra nerazzurra su due fronti, in attesa dell’apertura del terzo il 3 dicembre in Coppa Italia. Al netto di un problema agli adduttori tre annate or sono, infatti, si tratta di sporadiche gonalgie e qualche lombalgia di più. Con tutta quella colonna vertebrale è scontato, direte voi. Ma sta di fatto che col paio di match a riposo il buon Giorgio ha un demone da scacciare come l’omonimo santo col drago. Perché tutti questi acciacchi a catena, dal 17 settembre a Parigi dai campioni d’Europa a oggi passando per l’altra coscia il 19 ottobre con la Lazio, o vengono scientificamente spiegati o richiedono un trattamento da pozione magica.



Potrebbe giocare con la ASL
Coraggio
Non lo vedo titolare in questa Atalanta
Spero solo non sia il prossimo Caldara 🍀
Forza Giorgio. Non abbatterti che ne uscirai
Non ha sicuramente il fisico per quel ruolo…. però lo si è voluto tenere ma una Direzione dovrà prendere atto che ogni volta che fa una corsetta si ferma!!!
Bisognava venderlo L anno scorso quando il Newcastle ha offerto 40 milioni , per me comunque nn è un difensore