Ahanor, il vice Kolasinac per Bologna

Il braccetto nigeriano, prossimo alla cittadinanza italiana, è lontano dagli sfracelli con Juric ma come backup avrà ancora le sue occasioni

Pareva caduto nel dimenticatoio dopo il brutto primo tempo di Napoli all’esordio in panchina di Raffaele Palladino, salvo la ciliegina della torta col Genoa in Coppa Italia il 3 dicembre scorso. Adesso, vedi cambio in corsa sabato sera al posto dell’infortunato Sead Kolasinac, sembra tornato il gran momento di Honest Ahanor, il braccetto mancino nigeriano nato ad Aversa, cresciuto a Genova-Cornigliano e costato all’Atalanta 21 milioni di investimento nelle casse genoane.

Ahanor, il vice Kolasinac

Praticamente un titolare nella cortissima gestione di Ivan Juric, non è che gli avversari rimbalzino addosso al prossimo naturalizzato italiano, candeline da maggiorenne il 23 febbraio, come succede al nazionale bosniaco, ma quasi. Da laterale puro nel Grifone, dopo essere cresciuto nelle giovanili, ha imparato a sprintare a due fasi. A Bologna il posto potrebbe essere suo, finché i postumi distrattivi al collaterale mediale del ginocchio sinistro non smetteranno di attanagliare il classe ’93 che gli chiude la strada della gloria dopo avergliela di fatto aperta con la convalescenza dal crociato a inizio stagione. Il condizionale, però, è d’obbligo: è in ovvio ballottaggio con Berat Djimsiti, considerando irremovibile Giorgio Scalvini che ha battuto la Roma del grande ex Gian Piero Gasperini al ritorno in campo da quel 19 ottobre da infermeria atto II con la Lazio.

L’Honest paga sempre

Honest, ancora minorenne, ha conosciuto il momento di gloria col tecnico croato, che gli ha concesso la titolarità in Champions League nelle prime due delle quattro gare vinte finora, contro il Club Brugge in casa e nell’epica serata di Marsiglia risolta da Lazar Samardzic. In campionato, invece, subentrato a Isak Hien il casa del Torino, è partito dal 1′ anche con Juventus, Lazio, Como, Milan e ahilui Sassuolo, la partita da 0-3 costata l’esonero proprio al suo estimatore Juric. Uno che gli aveva regalato il grosso degli 850 minuti fin qui nelle gambe: Raffaele Palladino, di suo, 174 in 5 delle 14 presenze a tabellino, finale col Chelsea compreso.

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Alessio
Alessio
2 mesi fa

Fatelo maturare con calma.

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2 mesi fa

Forte forte forte !

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2 mesi fa

E Hien?

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2 mesi fa

Ottimo giocatore

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2 mesi fa

Ci vorrebbero tre kolasinac.

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