Il Bilbao (nome corretto Athletic Club) viene da quattro gare di fila di Liga senza vittorie, con tre KO e un pareggio. Tanta la frustrazione espressa dal tecnico, da tre anni e mezzo sulla panchina basca per la terza volta (la prima dal 2003 al 2005 e la seconda dal 2013 al 2017). La sua squadra in Liga è nona, distante 8 punti dalla zona europea, mentre in Champions ha raccolto solo 5 punti in 6 gare. Gli spagnoli hanno perso con Arsenal, Dortmund e Newcastle (8 gol subìti in queste tre gare), ma il 10 dicembre hanno frenato sullo 0-0 il Paris Saint Germain. I baschi arrivano quindi a Bergamo arrabbiati e affamati, come analizza il Corriere di Bergamo. Il loro cavallo di battaglia è un 4-2-3-1 con Unai Simon; Areso, Dani Vivian, Paredes, Berchiche; Ruiz de Galarreta, Jauregizar; con Inaki Williams, Unai Gomes e Nico Williams davanti a Guruzeta, già 3 gol in 5 gare di Champions.
Specialisti nei tiri e nelle reti da fuori area, i baschi non amano il possesso palla
Attenzione ai fratelli Williams sulla trequarti, Nico e Inaki sono esterni micidiali, ambiti da tanti big club: imprevedibile Nico, in grado di creare superiorità numerica, mentre il fratellone sforna cross interessanti. Bandiere del club dei leoni, nati in Spagna da genitori ghanesi sfuggiti alla misera, hanno mosso i primi passi nel settore giovanile dell’Athletic giocando nel Baskonia, formazione satellite del club. Non è un caso. L’Athletic Bilbao è noto per la sua politica di tesseramento di soli giocatori baschi. I biancorossi di Bilbao, terza squadra in Spagna per numero di titoli ufficiali vinti (37), con Barcellona e Real Madrid è uno dei tre club spagnoli a non essere mai retrocesso dalla Liga dalla sua fondazione nel 1898.



Bisogna sfruttare l’occasione, hanno steccato le ultime quattro in campionato e le ultime tre in Champions, non sono nel loro miglior momento, se vinciamo siamo quasi sicuramente agli ottavi senza passare dai playoff, che vorrebbe dire due partite in meno e più energie per il campionato, di cui abbiamo veramente bisogno
Dobbiamo guardare a noi stessi e basta! Serve la vera Atalanta, non la brutta copia che si è spesso vista in campionato contro le “piccole”. Se entriamo in campo già convinti di vincere faremo una brutta figura.