La caduta interna con l’Athletic Bilbao ha lasciato più che una scia di rammarico. Ha rimesso in discussione il cammino dell’Atalanta in Champions League, ha incrinato le certezze di una squadra fin lì quasi impeccabile e ha riacceso interrogativi già noti: perché la Dea cala sempre nella ripresa? E, soprattutto, può davvero permettersi quei sedici minuti di blackout che mercoledì hanno spazzato via una partita fino a quel momento sotto controllo?
Sedici minuti di buio totale
Il dato è crudo quanto simbolico: dal gol dell’1-1 firmato Guruzeta al 3-1 di Navarro passano 15 minuti e 57 secondi. Poco più di un quarto d’ora nel quale l’Atalanta si è sciolta. Prima solida e padrona del campo, poi sconnessa, lenta e vulnerabile. È un paradosso doloroso per una squadra che aveva chiuso il primo tempo in pieno controllo, senza concedere nulla e con la netta sensazione di poter gestire con intelligenza il vantaggio. Invece, nella ripresa è arrivato il crollo. Il tecnico basco Valverde ha cambiato volto alla sua squadra, passando da una difesa a cinque improvvisata a un più naturale 4-2-3-1, con Sancet tra le linee. Una mossa che ha dato profondità e ritmo all’Athletic, ma che da sola non basta a spiegare il disastro atalantino.
Un harakiri tecnico e mentale
L’Atalanta si è fatta male da sola, più che per meriti altrui. Errori in serie, disattenzioni, passività. Il gol dell’1-1 ha mandato in frantumi l’equilibrio mentale, e da lì è stato un effetto domino. Dietro, Djimsiti, Kolasinac e Kossounou — tutti reduci da acciacchi — hanno sofferto tremendamente. E il turnover totale nel pacchetto difensivo, col senno di poi, è sembrato un azzardo pagato a caro prezzo. La squadra ha perso compattezza, ritmo e fiducia, finendo per concedere occasioni su occasioni. Quella che fino a pochi giorni fa era la miglior difesa italiana in Europa, si è trasformata nel tallone d’Achille.
Un problema che si ripete
Ma il dato più preoccupante è un altro: non è la prima volta che succede. Contro Cagliari e Torino si erano già visti cali vistosi nella ripresa, gestiti in quei casi con esperienza o grazie a Carnesecchi. Mercoledì no. La punizione è stata severa e meritata. Non è solo una questione di testa. La stanchezza fisica incide, soprattutto con un gruppo in cui tanti giocatori chiave sono costretti agli straordinari. I numeri dicono che l’Atalanta regge bene per 60-70 minuti, ma poi paga. E la gestione delle energie, in una stagione così intensa, è cruciale.



Il problema vero e’ ke i terzini possono si fare gli attaccanti aggiunti madeve sempre esserci qualcuno ke indietreggia al loro pisto o perlomeno pronto a difendere.Dopo un pressing forsennato bisognerebbe passare ad un 4 2 3 1.
Nel campionato scorso ho visto marcare Leao da Bellanova ,questo sarebbe il terzino ke occorre alla Dea:
Velocita’ intellugenza fisico e fantasia ..
Questo e’ quello ke penso , siamo ancora in fase di costruzione e speriamo in un cambio modulo.
A me piace di piu’ il 4 2 3 1,magari con i 2 dei 3 davanti ke tornano anke.
W la Dea .
Questa stagione è piena di blackout…a quanto pare non hanno capito niente. Non si può sempre giocare 1 tempo e l’altro regalarlo agli avversari! Perché non reggono 70/80 minuti a partita? Questo devono spiegarlo sia i giocatori che il mister.
Palladino più attenzione al centrocampo
Simili errori li hanno fatti anche in campionato…..mi spiace dirlo ma questa e’ immaturita’ e mentalita’ di calcio NON DA SERIE A!!!
Sono risultati che dispiacciono a noi tifosi!!! Comunque FORZA DEA – il potenziale l’ avete, sfruttatelo…..
Io credo che se il gruppo “iniziale” resiste solo 70 minuti e’ il coach che deve prevedere i cambi a tempo e magari dar fuori da matti come il Gasp quando dormivano in campo.Van bene le buone maniere ma a volte ci vuole anche che il bastone.
Ha perso compattezza, ritmo e fiducia o non li ha proprio?
Non si reggono più di 70 minuti? E allora perchè con dieci minuti in più si sarebbe completata la remuntada?
Imparare da questo ko? Ma allora , tutti gli altri a cosa sono serviti?
Bisogna mettere più testa per capire la faccenda perché si fanno troppe ipotesi che sono perfino smentite dai fatti.
E’ da mo’ che serve lo psicologo. Uno bravo!
Insegna che la partita dura almeno 90 minuti e passare da terzi a dodicesimi è un’attimo.
Io terrei in conto anche i blackout di Verona Genova Pisa con Sassuolo ecc lo ha detto il capitano Gasp li teneva molto più sotto pressione questo può avere dei lati negativi? Forse si ma che risultati ha ottenuto però comunque le chiacchiere stanno a zero noi per qualità di giocatori siamo una squadra che o va a 1000 per intensità aggressività pressing e concentrazione o non funzioniamo tutto qui lo dimostrano partite contro i blues Roma ecc