Atalanta, dieci giorni per il futuro: servono segnali forti dal campo e dalla società

Dopo il pari deludente di Pisa e il crollo contro l’Athletic Bilbao, la squadra di Palladino cerca identità e risposte. Decisive le prossime partite

palladino atalanta

 L’Atalanta è a un bivio. Dopo aver dato l’illusione di aver ritrovato slancio e consapevolezza, la squadra guidata da Raffaele Palladino sembra essersi arenata in un momento di smarrimento tecnico e mentale. Il settimo posto in classifica, minimo sindacale rispetto alle potenzialità della rosa, è oggi uno specchio fedele di un gruppo ancora alla ricerca della propria identità, travolto da fragilità che riemergono puntuali al primo errore.

Atalanta a due facce

Il blackout contro l’Athletic Bilbao ne è stato la prova lampante. Dopo un primo tempo convincente e ben gestito, al primo tiro in porta subito, l’Atalanta è andata in crisi, incassando tre gol in 15 minuti senza riuscire a reagire. Un crollo che ha lasciato il segno, e che ha costretto anche leader come de Roon e lo stesso Palladino ad ammettere pubblicamente le difficoltà: «Sembriamo incapaci di gestire i momenti difficili», ha detto il tecnico. Una frase che suona come una diagnosi lucida ma preoccupante.

Come sottolinea Corriere Bergamo, il problema è collettivo, non dei singoli. Errori tecnici e di concentrazione si sono distribuiti in modo trasversale nelle ultime due uscite, ma il punto debole sembra essere nella tenuta emotiva del gruppo, che si accende solo quando le cose vanno bene, ma crolla non appena la partita prende una piega avversa. Un segnale di una crescita ancora incompleta, soprattutto dal punto di vista della maturità competitiva.

Palladino già sotto la lente d’ingrandimento?

Il ruolo di Palladino è ora al centro del dibattito. Considerato un abile motivatore e comunicatore, capace di instaurare un rapporto empatico con il gruppo, è ora chiamato a dimostrare capacità di lettura e reazione durante le partite, dove i cambi devono arrivare in tempo e con coraggio. Finora è stato poco incline a modificare in corsa l’impianto tattico, scegliendo di insistere sempre sulla strada intrapresa. Un approccio apprezzabile per coerenza, ma non sempre funzionale nei momenti di difficoltà. La scelta di concedere un giorno di riposo dopo la sconfitta in Europa, se da un lato può essere letta come segnale di fiducia e responsabilizzazione, dall’altro ha sollevato interrogativi su come il gruppo stia vivendo questo momento. Ora più che mai servirà equilibrio tra la gestione umana e quella tecnica, soprattutto in vista dei prossimi dieci giorni, che potrebbero decidere la stagione dell’Atalanta. A livello tattico, una svolta potrebbe arrivare da un maggiore utilizzo del 4-2-3-1, soprattutto se Lookman resterà. In quella configurazione, sarebbe possibile schierare insieme tutti i big offensivi, da De Ketelaere a Raspadori, passando per Scamacca e lo stesso Lookman. Un’opzione che potrebbe aumentare il potenziale offensivo, ma che richiede un equilibrio tattico difficile da raggiungere, soprattutto in un momento di instabilità mentale. In questo contesto si attende anche un segnale dalla società. Il supporto a Palladino, la gestione del gruppo e le strategie per il futuro non possono più essere demandate solo al campo. Servono parole, decisioni e azioni, per blindare il progetto e permettere all’allenatore di affrontare questo passaggio chiave con il giusto sostegno. Il conto alla rovescia è iniziato. In pieno inverno, e con i “giorni della merla” alle porte, l’Atalanta si gioca una fetta importante della sua stagione. Serviranno risposte, e in fretta. Sul campo, dalla panchina e dalla dirigenza.

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1 mese fa

purtroppo questo anno sarà dura andare in coppa campioni, troppo indietro, prendere un allenamento dei peggiori mai visti in serie a l’inizio e stato scandaloso, paladino e l’uomo giusto ovviamente, ma è troppo tardi riprendere la stagione come Bergamo era abituata ,peccato davvero, spero almeno che in coppa vada avanti più possibile ovviamente,

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1 mese fa

Lo ripeto da tanto,viviamola bene,non arriveremo più oltre il 7 posto in campionato ed in Coppa abbiamo perso il treno della qualificazione diretta,probabilmente faremo play off e poi ci fermeremo,ma va benissimo così,non facciamone un dramma.Tutte le cose finiscono,Udinese,Genoa,Torino ci sono passati prima di noi.la fine gloria e’fisiologica.Luca BianchiBNA

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1 mese fa

La prossima è sempre quella buona…

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1 mese fa

Fuori le palle e lascia in panchina le mummie Ederson in primis. Metti il 4-3-2-1 per dare freschezza ai giocatori. O il 4-3-1-2 per dare potenza all’attacco con Krstovic e Scammaca insieme

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1 mese fa

Quando si fa un tempo quasi strepitoso per ritmo e voglia di fare con tre quasi gol oltre quello segnato, poi arriva un blackout completo di 15 minuti con tre gol al passivo,(che neanche all oratorio)qui c’entra anche l allenatore per dio, deve avere più palle e strigliare i giocatori!!!

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1 mese fa

Ma che palle !!!!Se vinciamo onore a Mister.Palladino .se perdiamo..era meglio Gasperini ………..🖤💙🖤💙🖤💙❤️❤️❤️

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1 mese fa

Più che la mano, serve tirar fuori le ⚽️⚽️

Roby1907
Roby1907
1 mese fa

Le tengono al caldo…

ANGELO
ANGELO
1 mese fa

Se come sembra sicuro Ederson a fine stagione se ne va, considerato che De Roon ha 35 anni e sbaglia una partita ogni due (Juric come ha osato metterlo in panchina è stato esonerato…..), che Zappacosta ha necessità di rifiatare e si perde l’avversario, che Kolacinac viene da un grave infortunio, che Djmsiti è a fine carriera ecc.. Allora PERCHE’ non potenziare la squadra in questi ruoli invece di acquistare Raspadori. La presenza di Raspadori (spero di sbagliarmi..) porterà solo malumore tra i tanti attaccanti in rosa….. Mi piacerebbe che qualcuno chiedesse di questo ai Percassi….

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1 mese fa

è da due mesi che si dice: “i prossimi dieci giorni sono quelli decisivi….:😂

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1 mese fa

Palladino cambia a centrocampo perché con De Roon Ederson siamo da ricovero,i fenomeni hanno venduto Brescianini e Sulemana

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