Un compleanno da tris di bomber ma più che altro aspiranti tali, quello dei tre ex dell’Atalanta che festeggiano il genetliaco oggi, mercoled’ 28 gennaio. La meteora padovana (1972-1973) di Agna Gian Piero Ghio (anche Samp, Vis Pesaro, Monza, Avellino, Lazio, Napoli, Inter, Novara, Juniorcasale, Brescia, Cavese e Colligiana), anni Settanta. In epoca meno remota, Gianvito Plasmati da Matera e il ghanese di Accra Richmond Boakye, dalla sessione invernale alla Renato Curi Angolana in Eccellenza abruzzese, tutti quanti dal magro bottino: 4 il neo ottantaduenne, 1 di meno il lucano che scrive 43 e 1 di più il trentatreenne ex prestito riscattato dalla Juventus che è riuscito a sfondare solo nella Stella Rossa per poi divagare, prima ancora di spegnersi progressivamente, tra Gornik Zabrze (Polonia), Beitar Gerusalemme, PAS Lamia (Grecia), Al-Akhdar (Libia) solo per la Confederations Cup immediatamente successiva, Selangor (Malesia) e Sloga Meridian (Bosnia).
Ghio, il bomber di coppa
Gol al Como e doppietta alla Reggina nel girone di qualificazione di Coppa Italia (10 presenze in tutta la manifestazione) consentono a Ghio di recitare la parte dello specialista di metà settimana. In campionato (9 partite, 6 da titolare), invece, solo uno dei tre punti della bandiera nell’umiliante 9-3 subìto dal Milan a San Siro il 15 ottobre ’72: il secondo, sul 6-1, correggendo di testa la punizione crossata di Giovanni Pirola, dopo Bruno Divina (2-1) e prima dell’8-3 di Alberto Carelli, ala o tornante di un reparto il cui cannoniere in una stagione di A (allenatore Giulio Corsini) sfortunata, leggi caduta in B all’ultima giornata causa autorete di Giacomo Vianello col Vicenza, fu Sergio Pellizzaro con un risicato poker.
Plasmati, il sasso di Matera
Gigi Delneri, a stagione ormai senza più senso, ebbe a schierare i 199 centimetri del materano Plasmati, 49 di scarpa, arrivato il 2 febbraio 2009 con le uniche credenziali di averla messa di testa a Inter e Juve nel Catania di Walter Zenga. Senza chissà quale stacco ne fece due su tre in maglia Atalanta, vedi doppietta al Palermo (2-2), da lui punito a ruota della Fiorentina (che a Bergamo però vinse 2-1). Era il bomber di scorta, dietro Cristiano Doni e Sergio Floccari, infortunatosi un Bobo Vieri al lumicino. I tempi della strana coppia di riserve con Marino Defendi, il Caniggia di Pognano. Stagione 2008/2009 (12 presenze, la metà dal 1′), la seconda e l’ultima del profeta di Aquileia che ereditò da Stefano Colantuono il 4-4-1-1. Svincolato dal Matera, fermo dal febbraio 2019 per esclusione dalla C della squadra della sua città, ai tempi arrivò in prestito dal rosazzurro Etna, 300 mila onerosi e riscatto della comproprietà a 1,5 milioni. Sotto Marco Giampaolo e poi Diego Simeone, ma fuori rosa a causa della contestata validità del contratto, al rientro in Sicilia fu compagno anche del Papu Gomez. Prodotto del Materasassi e della Virtus Locorotondo, in carriera ha toccato anche Chieti, Brindisi, Ragusa, Fidelis Andria, Crotone, Foggia, Taranto, Nocerina, Varese, Vicenza, Lanciano, Siena, Leyton Orient e Messina. Totale, 267 partite, 68 palloni in porta e 16 assist.
Boakye, nerazzurro tre volte
Dalla Dea all’attuale destinazione di Città Sant’Angelo (Pescara), passando per l’Agro Pontino, il simpatico ghanese per cui stravedeva anche il presidente Antonio Percassi deve proprio avere i colori sociali nerazzurri nel destino. Manita nel sacco, non malaccio, comunque, per lui sotto le Mura. Nei serbi della capitale, finalmente la bacheca senza polvere: buttali via, due titoli nazionali… Capitato qui quando il centrattacco era German Denis, Boakye fu comunque capace di ritagliarsi 19 match in A (8 da titolare) segnando a Cagliari, Parma (matchball) e Fiorentina più 3 in Coppa Italia con doppietta all’Avellino. Genoa (1 campionato, 1 Coppa Italia e 2 Supercoppe Primavera), Sassuolo, Elche, Roda (da prestito nerazzurro), Latina (idem) e Stella Rossa le tappe successive, passando inverno e primavera 2018 in Cina con lo Jiangsu Suning. Con la Crvena Zvezda, sessantina di timbri, compresi 8 in Europa League e la metà in Champions. Curiosità? Sotto la Laterna a farlo esordire fu il Gasp. Da professionista, 371 match e 118 reti. Fosse poco. Tanti auguri.


