Tre partite in nove giorni, tre contesti differenti, tre risposte convincenti. L’Atalanta di Palladino esce rafforzata dal mini-ciclo affrontato dopo la delusione europea di Bruxelles. Serviva una reazione, ed è arrivata. Serviva continuità, ed è arrivata. Ma soprattutto serviva dimostrare di sapersi adattare a scenari diversi, e la squadra ha mostrato maturità tattica e crescita evidente. A Como, contro un avversario di pari livello, i nerazzurri hanno dovuto gestire una gara in inferiorità numerica per lunghi tratti, strappando un punto con organizzazione e carattere. Contro la Juventus in Coppa Italia, invece, l’ostacolo era di livello superiore: una sfida secca, contro una squadra avanti in classifica e in grande forma. L’Atalanta ha saputo reggere l’urto e colpire al momento giusto, con l’aiuto decisivo di Carnesecchi e un pizzico di fortuna.
Atalanta: ora si vede la mano di Palladino
Il terzo esame, contro la Cremonese, era forse il più insidioso sul piano mentale. Fare la partita contro una squadra inferiore tecnicamente ma solida, fisica e organizzata con un 3-5-2 difficile da scardinare, richiedeva pazienza e ritmo. I nerazzurri hanno risposto con un avvio travolgente: due gol e due pali nei primi 25 minuti, approccio che ha indirizzato il match.
Determinante è stata la velocità del fraseggio, anche a costo di qualche errore, che ha mandato in crisi la struttura avversaria. L’assenza di Scamacca ha cambiato l’interpretazione offensiva: meno ricerca della boa centrale, più sviluppo sulle fasce, con imbucate profonde e cross taglienti. Da lì sono nate occasioni e reti, come il 2-0 di Zappacosta e la traversa di Zalewski.
In area, la presenza di Krstovic ha garantito lotta e imprevedibilità. La spaccata con cui ha firmato l’1-0 è l’immagine della sua serata, così come il pressing incessante sui difensori grigiorossi. Accanto a lui, si è visto un Raspadori completamente diverso, mobile su tutto il fronte offensivo. Partendo da sinistra, ha accentrato, creato, concluso e fornito assist: suo il pallone per il gol di Krstovic, dopo aver già sfiorato la rete con un destro a giro.
L’intesa tra i due è stata immediata, quasi sorprendente. Dopo l’assist di Krstovic per Raspadori contro il Parma, ecco la restituzione del favore contro la Cremonese. Una coppia che sta trovando alchimia e complementarità, con movimenti coordinati e letture intelligenti degli spazi.
Atalanta promossa dopo il trittico con Como, Juventus e Cremonese
Sulle corsie esterne si è vista la vera forza di questa Atalanta. Il gioco ad alta intensità ha liberato gli esterni, diventati terminali privilegiati della manovra. Ma non va trascurato il lavoro in mezzo al campo. Pasalic, nel giorno delle 250 presenze nerazzurre, ha offerto una delle migliori prestazioni stagionali: qualità, equilibrio e continuità. Accanto a lui, un instancabile Ederson, perfetto nel raccordo tra i reparti. Positivo anche l’impatto di Samardzic, titolare all’ultimo per l’infortunio di De Ketelaere. Il serbo ha risposto con personalità, dialogando con attacco e centrocampo e sfiorando il gol. Un segnale importante in vista delle prossime sfide. Ora l’Atalanta si prepara ad affrontare due ambienti opposti: l’Olimpico quasi vuoto contro la Lazio contestata, poi l’atmosfera incandescente del “Muro giallo” di Dortmund. Prove che andranno oltre il campo, richiedendo gestione emotiva e maturità.


