Febbraio si apre come il mese della verità per l’Atalanta, chiamata a misurare ambizioni e solidità in un calendario ad alta intensità. L’esame comincia all’Olimpico contro la Lazio, in uno scontro diretto che pesa nella corsa europea, prima di volare a Dortmund per la notte di Champions League. La squadra di Raffaele Palladino arriva all’appuntamento con numeri che raccontano una crescita evidente: nel 2026 i nerazzurri hanno collezionato cinque vittorie e due pareggi, mantenendo un’imbattibilità che in Serie A appartiene solo alle milanesi e, in Europa, a un’élite ristretta che comprende Psg, Real Madrid e Borussia Dortmund.
Scontro diretto per l’Europa
Il fischio d’inizio delle 18 all’Olimpico apre un confronto delicatissimo. La Lazio, ottava e distante sei punti dai bergamaschi, non può permettersi passi falsi se vuole restare agganciata al treno continentale. L’Atalanta, settima e a ridosso delle posizioni europee, ha l’obbligo di dare continuità. È vero che la Coppa Italia potrebbe offrire una via alternativa verso l’Europa, ma il campionato resta la strada maestra. E la sfida di Roma rappresenta un banco di prova psicologico prima delle notti europee.
Il rebus senza il faro belga
L’assenza più pesante è quella di Charles De Ketelaere. Il belga, operato al menisco, resterà fuori almeno un mese, privando Palladino del suo punto di riferimento sulla trequarti. Il compito di raccoglierne l’eredità spetta a Lazar Samardzic, chiamato a garantire continuità oltre ai lampi di talento già mostrati.
Un calendario da brividi
Come sottolinea L’Eco di Bergamo, la partita contro la Lazio è solo il primo atto. All’orizzonte ci sono: la trasferta di Dortmund; il confronto con il Napoli; il ritorno europeo; la sfida con il Sassuolo; di nuovo la Lazio nella semifinale d’andata di Coppa Italia. Diciannove giorni che possono indirizzare un’intera stagione, tra obiettivi nazionali e sogni internazionali. L’Atalanta ha imboccato la strada giusta, ma ora affronta i tornanti più ripidi. Gestire energie fisiche e mentali sarà fondamentale per non disperdere quanto costruito. L’Olimpico dirà molto. Non tutto, ma abbastanza per capire se febbraio potrà diventare il mese della consacrazione europea o l’inizio di un percorso più complicato.


