Da quando Raffaele Palladino siede sulla panchina dell’Atalanta, timori e soggezioni sembrano archiviati. La squadra ha trasformato il furore agonistico in un tratto identitario, soprattutto nelle notti europee. La Champions è diventata il perimetro ideale in cui misurare ambizione e crescita. «C’è la nostra mentalità a rassicurarmi: quella dovrà fare la differenza. Vedo entusiasmo e crescita come credenziali per affrontare questi 180 minuti. Abbiamo preparato la partita in poco tempo, ma siamo pronti ad alzare ancora il livello», ha spiegato Palladino alla vigilia della sfida contro il Borussia Dortmund.
Problemi e soluzioni
Come sottolinea il Corriere dello Sport, nel vocabolario dell’allenatore non trovano spazio gli alibi. In meno di una settimana l’Atalanta ha perso Charles De Ketelaere e Giacomo Raspadori, quest’ultimo fermato da una lesione al bicipite femorale proprio dopo l’inserimento nella lista Uefa. Negli ultimi giorni è stato necessario gestire con attenzione anche Gianluca Scamacca. Eppure il tecnico non arretra. «Perdiamo due giocatori qualitativi e imprevedibili, ma sappiamo come sostituirli. Scamacca sta bene e ha recuperato», ha aggiunto.
La gestione delle difficoltà è diventata una costante della stagione, e finora Palladino ha sempre trovato soluzioni efficaci, adattando uomini e sistema senza snaturare l’identità della squadra.
Leggeri e sfrontati
L’Atalanta arriva alla doppia sfida con il Borussia forte di un 2026 giocato ad alta intensità. «La squadra ha spinto molto, con la consapevolezza che serve. Giocando leggeri e sfrontati possiamo creare difficoltà al Borussia», ha sottolineato l’allenatore. Non solo solidità e organizzazione, dunque, ma anche coraggio. L’idea non è limitarsi a contenere, né “mettere sabbia negli ingranaggi” dei tedeschi. L’obiettivo è imporre ritmo e personalità.
Mentalità come arma
Il concetto chiave resta uno: mentalità. Palladino chiede alla sua Atalanta di affrontare i 180 minuti con convinzione e senza timori reverenziali, consapevole dei propri mezzi e della crescita compiuta negli ultimi mesi. Le assenze pesano, ma non cambiano l’approccio. Perché in Europa, come in campionato, la differenza può farla la capacità di reagire agli imprevisti. E in questo, finora, l’Atalanta di Palladino ha dimostrato di saper rispondere presente.


