Dal Demiral d’Arabia a Pircher passando da Ceravolo: 5 marzo, compleanno per 4

Merih Demiral è l'ultimo in ordine temporale ad aver indossato la casacca nerazzurra tra i festeggiati di oggi, giovedì 5 marzo

70 presenze e 3 reti (Manchester United, Napoli e ) con altrettanti assist (61 e 6 in Nazionale, fra cui la doppietta all’Austria a Euro 2024 facendo l’esultanza dei Luoi Grigi;  257 e 11 nei club con 10 assist), ma l’ultima mezza stagione da separato in casa, perché Hakan Calhanoglu lo chiamava all’Inter, lui ci voleva andare di corsa e il Gasp s’incazzò. Il 19 agosto del 2024, l’annuncio mai rimpianto dall’interessato, dai tifosi e da checchessia del passaggio all’Al-Ahli in Arabia Saudita. Del bel poker d’assi che compiono gli anni oggi, giovedì 5 marzo, l’ultimo ad aver salutato e anche il più giovane dei tre in attività è Merih Demiral da Karamursel, della banda ristretta di quelli che hanno avuto da ridire su Gian Piero Gasperini una volta andati via. Tra l’altro, col trasferimento dai petrodollari, il nazionale turco neo ventottenne (Karamürsel Idmanyurduspor e Fenerbahçe nelle giovanili, Alcanenense e Alanyaspor oltre a Sassuolo e Juventus le altre squadre) ai tempi ebbe a saltare il compleanno in campo da ex a un giorno dall’ottavo di andata di Europa League con lo Sporting Lisbona che l’aveva sdoganato in area Ue. Fin qui ha vinto scudetto in bianconero, Supercoppa Italiana e quella d’Arabia più ACF Champions League Elite.

Demiral e gli altri, fino a Pircher: candeline del 5 marzo

Hubert Pircher da Bressanone, che soffia su 67 candeline e abita tuttora a Torre Boldone, faceva il centravanti nei mitici anni settanta, arrivando a sfiorare la Nazionale in maglia Ascoli alle soglie del mondiale spagnolo dell’ottantadue. Gli altri due giocano ancora. Luca Valzania, che dice 30, senza mai decollare davvero è tornato a Pescara due annate or sono in coda a sei mesi nell’Ascoli in prestito dalla Cremonese dopo lo sfortunato giro precedente alla Spal poi retrocessa. Infine, i 39 sulla torta di Fabio Ceravolo, compagno per due annate del precedente in grigiorosso (2019-2021), già killer dell’AlbinoLeffe (3 in 2 match) nel girone A di serie C dove militava il primo anno anche la Seconda Squadra dell’Atalanta e adesso ancora pronto a divertirsi nella Langhiranese, dove il pallone odora un po’ di prosciutto di Parma, in coda alle annate tra Fiorenzuola ( e (mezza) Pro Palazzolo.

Pircher e gli spareggi del Settantasette

Pircher, giunto a Bergamo quattordicenne nel 1973 dal Bolzano, era tanto forte da farsi cinque campionati dal ’74 (esordio cadetto il 4 maggio 1975, poco più che sedicenne, nell’1-0 al Novara) al ’79 a dispetto di pubalgie e infortuni muscolari a go go, di cui gli ultimi due in A. Piccioli, Cadè, Leoncini e Titta Rota i mister, coi famosi spareggi del Settantasette (in primis col Cagliari a Genova il 29 giugno) a far da spartiacque senza che il nostro però ci fosse. 67 allacciate di scarpe condite da 11 gol (12 e 4 in Coppa Italia, 6 in Coppa Rappan): la concorrenza là davanti si chiamava Musiello, Rizzati, Gattelli, Chiarenza, Marmo, Bertuzzo, Paina e Garritano. Dietro, Antonio Percassi, compagno fino al ritorno al piano di sopra. Dopo il Picchio, chiusura con Palermo, Rimini, Fiorenzuola e Brembillese (Promozione) a trent’anni, allenando dalla Valbrembana fino a La Torre con tappe ad Alzano, Verdello, Longuelo e Zogno.

Ceravolo, il ragazzo di Calabria

Punta di riserva da 48 presenze e 5 reti a cavallo della fine dell’epoca Ruggeri condita dalla retrocessione e dell’inizio di quella dei Percassi, Ceravolo fu a Zingonia tra 2009 e 2011 da compartecipato della Reggina. Spacciato per esterno alto da Angelo Gregucci, Antonio Conte (uniche escursioni in prima linea) e Bortolo Mutti quando il bomber era Simone Tiribocchi con Cristiano Doni alle spalle, il ragazzo di Locri segnò in casa alla Juventus (7 novembre, si era sul 2-3, finirà 2-5), alla Roma per il vantaggio il 29 novembre prima della rimonta Vucinic-Perrotta e all’ultima contro il Palermo, fra i due acuti (il secondo dal dischetto) del Matador Cavani, il 16 maggio. In B, con Stefano Colantuono, contributo sempre da seconda linea, 18 in campionato di cui 8 dall’inizio con reti a Portogruaro e AlbinoLeffe (penalty) tra 4 e 11 dicembre 2010. Ripresa la strada dello Stretto (Pro Vasto e Pisa negli anni della gavetta), il resto del palmarès parla anche di Ternana e del contributo sia alla storica promozione del Benevento (2017, 21 palloni nel sacco) sia alla risalita del Parma con un settebello. Globalmente 571 allacciate di stringhe e 116 reti più 4 a 1 in Under 20.

Valzania, Valzania, per mediano che tu sia

Compagno all’ombra del Torrazzo anche del ’99 Zortea e del 2000 Carnesecchi, il cesenate Valzania è fermo ai 4 gettoni nella prima parte del 2018-2019 da backup a Remo Freuler e Marten de Roon. Una serie cominciata dal 2015 nel bianconero natìo e proseguita con Cittadella, Pescara e Frosinone. Due comparsate nei preliminari d’Europa League, a Sarajevo e in casa contro l’Hapoel Haifa, e altrettante partite in A, a Roma da titolare nel pirotecnico 3-3 del 27 agosto 2018, tre giorni prima del playoff di Copenaghen fatale ai rigori, e col Napoli il 3 dicembre (dal 71′ per Rigoni). Riassunto del Valzania atalantino, accento sulla i, acquistato il 24 giugno 2015 per 6 milioni, ovvero Koné come contropartita più il trio da parcheggio Molina-Caldara-Varano. Le cifre complessive non sono malaccio: 314 match e 20 reti (27 assist) da professionista, 10 volte azzurrino Under 21, esordio in B il 13 maggio ’14 (Cesena-Empoli 1-0) e in massima serie il 6 gennaio successivo (1-4 dal Napoli). Buon compleanno anche a lui.

luca valzania
ATALANTA – PRO SESTO. 28-11-2018 LUCA VALZANIA. ALBERTO MARIANI/SILPRESS

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