La semifinale di Coppa Italia contro la Lazio lascia all’Atalanta indicazioni contrastanti ma complessivamente incoraggianti. La squadra di Raffaele Palladino torna da Roma con la qualificazione ancora aperta ma anche con la sensazione di non aver sfruttato completamente le occasioni create, soprattutto negli ultimi metri. Il pareggio ottenuto all’Olimpico è arrivato grazie a due conclusioni dalla distanza che hanno generato i gol nerazzurri. Tuttavia, al di là delle reti, la squadra ha mostrato una certa difficoltà nel trasformare il possesso e la qualità del gioco in occasioni concrete.
I numeri dell’Atalanta
I numeri della partita raccontano bene questa situazione. L’Atalanta ha tentato dieci conclusioni complessive verso la porta, ma soltanto tre nello specchio, con lo zero alla voce tiri in porta nel primo tempo. Un dato che evidenzia una certa mancanza di cattiveria nella fase decisiva dell’azione. Anche nella costruzione offensiva sono emersi alcuni limiti. I passaggi completati nel terzo offensivo sono stati 94 contro i 107 della Lazio, segno di una manovra che spesso si è fermata prima dell’ultimo suggerimento decisivo. Nonostante questo, la squadra ha mostrato qualità e carattere. L’Atalanta è infatti riuscita a rimontare due volte lo svantaggio nel giro di pochi minuti, dimostrando reattività e una buona condizione fisica. Il calendario ora non concede pause. Dopo la sfida di Coppa Italia, i nerazzurri sono attesi da una serie di impegni impegnativi: Udinese, Bayern Monaco, Inter e ancora Bayern, prima della gara casalinga contro il Verona che precederà la sosta di marzo. In questo contesto diventa fondamentale gestire energie fisiche e mentali. L’Atalanta resta infatti in corsa su tre fronti e dovrà affrontare un periodo decisivo della stagione.
Il marzo di fuoco dell’Atalanta
Come ricorda L’Eco di Bergamo, il primo ostacolo è l’Udinese, squadra che negli ultimi anni si è spesso rivelata complicata per i nerazzurri. La formazione friulana si distingue per fisicità, corsa e un centrocampo molto compatto, caratteristiche che storicamente mettono in difficoltà il gioco dell’Atalanta. Per superare questo tipo di avversario sarà necessario far valere la qualità tecnica della rosa, partendo dalle certezze emerse nelle ultime partite. In difesa, ad esempio, Hien e Scalvini stanno attraversando un buon momento di forma. Lo svedese, rientrato nella gara di Dortmund, è tornato a essere il punto di riferimento del reparto arretrato, mentre il giovane azzurro offre continuità di rendimento ormai da diverse settimane. Il reparto difensivo ha però ancora qualche nodo da sciogliere. Il ruolo di braccetto sinistro resta il più delicato, con Kolasinac che paga qualche problema di condizione e Ahanor che alterna buone prestazioni a inevitabili cali legati alla giovane età. In questo contesto non mancano comunque le alternative, come Djimsiti e Kossounou, che possono essere utilizzati per garantire maggiore equilibrio al reparto. Fondamentale anche l’intesa con Zalewski. Il trequartista tende spesso ad accentrarsi, aprendo spazio alle sovrapposizioni dell’esterno e contribuendo allo sviluppo dell’azione offensiva. Tra i protagonisti della fase offensiva spiccano anche Zappacosta e Pasalic. Il numero 77 continua a distinguersi per qualità e resistenza fisica, offrendo spunti da vera ala offensiva e dimostrando di essere uno degli esterni più completi della Serie A. Importante anche il contributo dei giocatori che entrano a gara in corso. Musah e Sulemana si stanno rivelando armi preziose dalla panchina, capaci di cambiare ritmo alla partita.


