Che fine ha fatto il vero Ederson? È la domanda che accompagna le ultime settimane in casa Atalanta, segnate da tre sconfitte consecutive e da una condizione generale di appannamento che ha coinvolto gran parte della rosa. Ma se c’è un nome il cui declino fa più rumore degli altri, è proprio quello del centrocampista brasiliano.
Come sottolinea L’Eco di Bergamo, fino a qualche mese fa, il numero 8 nerazzurro era l’uomo ovunque: capace di recuperare palloni, rompere il pressing avversario, inserirsi con efficacia e reggere fisicamente per 90 minuti ad alti livelli. Un “box-to-box” moderno, nel mirino di club di primo piano in Europa, tanto importante da non essere mai sostituito. Oggi, invece, è irriconoscibile.
Dal gennaio 2025 in poi, Ederson sembra essersi spento. Dopo una straordinaria prova a Barcellona, che aveva fatto pensare a una conferma del suo status di leader tecnico e atletico, il suo rendimento ha conosciuto una flessione netta, costante e difficile da spiegare. La sua presenza in campo è diventata opaca, meno incisiva tanto in fase difensiva quanto in costruzione.
Il problema non è solo individuale. L’involuzione di Ederson si riflette su tutta l’Atalanta, che ha perso intensità, solidità e idee. La squadra sembra divisa tra i veterani che tengono duro e i giovani che faticano a uscire da un momento negativo, ma l’ex Salernitana rappresentava fino a poco tempo fa il punto d’unione perfetto tra esperienza e freschezza.
La zona Champions è ancora alla portata, ma serve un cambio di rotta. E la rinascita del brasiliano è condizione necessaria per rimettere in moto la macchina nerazzurra. Perché se nel calcio nessuno è insostituibile, ci sono giocatori più decisivi di altri. E Ederson, in questa Atalanta, è uno di quelli che può cambiare il volto di una stagione.
Il blackout delle ultime settimane non può cancellare quanto di buono fatto fin qui. Dopo 31 giornate, l’Atalanta è ancora in corsa per i suoi obiettivi stagionali e ha i mezzi – tecnici e mentali – per reagire. Ma serve ritrovare compattezza, convinzione e soprattutto quella fame che, fino a qualche settimana fa, sembrava inestinguibile.
La rincorsa all’Europa, che sia Champions o Europa League, passa dalla capacità di ritrovare se stessi. E dal ritorno di quel vero Ederson che sapeva trascinare tutti con sé, metro dopo metro.



Fosse solo lui il problema
Dove sono tutti o c’è stato un accordo UEFA ….
Negli anni passati da marzo in poi l’Atalanta era devastante, quest’anno mi sembrano scarichi mentalmente, demotivati. Serve uno scossone ma la vedo dura. Nonostante tre sconfitte consecutive siamo ancora al terzo posto, la prossima partita contro il Bologna sarà decisiva…ma devono lasciare l’anima sul campo. Le critiche verso la società, il mister e i giocatori ci stanno anche se in tanti non lo accettano. Sempre e solo Forza Atalanta