C’è chi la Dea l’ha portata in alto con la fatica dei campi di provincia, e oggi osserva con orgoglio un’Atalanta ai vertici del calcio europeo. Lino Mutti, ex giocatore e allenatore nerazzurro, è tra questi. La sua voce è quella di chi conosce a fondo lo spirito bergamasco e riconosce il valore di un progetto vincente, come quello costruito in questi anni attorno alla figura di Gian Piero Gasperini.
«Gasperini sa di avere qui a Bergamo un ambiente e una società che gli sono vicini – afferma Mutti al Tennis Vip –. Il mestiere dell’allenatore è fatto di cambiamenti, i cicli possono anche chiudersi, ma oggi non vedo nessuna ragione per cui questo debba finire. I risultati parlano, così come la grande empatia con la piazza».
Un ciclo ancora aperto
Mutti sottolinea la forza di un connubio ormai storico, reso solido da anni di lavoro condiviso e crescita continua: «È un rapporto forte, costruito nel tempo e con reciproca fiducia. Mi auguro davvero che Gasperini resti, perché il binomio con l’Atalanta è qualcosa di unico nel panorama calcistico italiano».
E a testimonianza del successo di questo percorso, Mutti ricorda gli ultimi traguardi raggiunti: «L’anno scorso è arrivata la vittoria storica in Europa League, quest’anno invece è stata centrata una meritata conferma in Champions League. Si tratta di successi straordinari, che pochi anni fa sembravano irraggiungibili».
Bergamo, un ambiente maturo
L’ex tecnico fa leva anche su un altro elemento fondamentale del “modello Atalanta”: la maturità dell’ambiente. «Siamo partiti dalla Serie C, lo ricordo bene, e vedere dove siamo arrivati oggi è un motivo d’orgoglio per tutti. Il segreto sta nella coerenza, nella programmazione e nella capacità di crescere senza snaturarsi».
Mutti evidenzia la consapevolezza con cui la città vive questa fase: «A Bergamo non si chiede l’impossibile, ma si riconosce il valore del lavoro ben fatto. È questa la forza di una società che sa stare coi piedi per terra, ma con lo sguardo fisso all’orizzonte».
Un auspicio per il futuro
Guardando avanti, l’augurio di Mutti è semplice e diretto: «Speriamo che questo bel momento duri il più a lungo possibile. La squadra ha basi solide, un’identità riconoscibile e uno dei migliori allenatori in circolazione. È un patrimonio da difendere».
Con Gasperini saldo in panchina, il tifo bergamasco può continuare a sognare. E chi come Mutti ha vissuto l’Atalanta in epoche diverse, sa quanto sia importante custodire questo legame fra città, squadra e tecnico.



Tutti che scrivono di tutto, io aspetto che parli la società o Gasperini in persona e ci dicano la Verità su quello che sta’ accadendo, poi potrò ( forse ) dire la mia!!!!
De Rossi…….se parte Gasperini…..
Tutti gli anni tra quello di cui si parla e quello che avviene c’è molta differenza, lui è da anni che fa terrorismo a fine stagione e questo mi fa pensare che il suo problema è non essere informato delle mosse della società, sarebbe ora di parlarsi chiaro, evitando certe dichiarazioni che mi sembra abbiano l’ obiettivo di mettere contro tifoseria e società. Meno male che coi Percassi ha un rapporto stupendo…
Gasp sempre con noi
Xme gasp a vita, però x percassi junior vuole il panettone essendo in prevalenza un gobbo ,ma se dovesse arrivare il panettone mi spiace nn seguirò piu La grande dea
Xke” sempre in piazza ste piazzate?
Non è da professionisti
La società l’ha messo spalle al muro, si parla di vendere 3-4 titolari e quello che viene offerto è un contratto al buio, da firmare senza pretese. Il mister deve scegliere tra il calcio e l’affetto, non è semplice. Basterebbe dargli un pò di voce in più sul mercato, almeno chiedergli se il giocatore X gli sembra adatto al modulo, per prevenire casi tipo Samardzic.