Caldara: “Ora voglio insegnare ai più giovani”

Dopo l'addio annunciato a 31 anni, l'ex difensore dell'Atalanta guarda avanti: si prepara per diventare allenatore partendo dalla scuola calcio

Caldara

Mattia Caldara dice addio al calcio giocato, ma lo fa senza rancore e con lo sguardo rivolto al futuro. A 31 anni, il difensore bergamasco ha scelto di voltare pagina dopo una carriera segnata da gravi infortuni, che negli ultimi anni lo avevano allontanato progressivamente dal campo. «Accettare è stata la parte più difficile», ha raccontato Caldara in un’intervista, «ma ora sono sereno e pronto a ricominciare». Nel suo messaggio d’addio, Caldara ha ripercorso le tappe più significative della sua carriera, tra cui la partita del 2 ottobre 2016 contro il Napoli, vero spartiacque del suo percorso in Serie A. Fu il tecnico Gian Piero Gasperini a dargli fiducia in un momento difficile per l’Atalanta. Da quel giorno, la carriera del difensore prese slancio. Nonostante i tanti ostacoli fisici, Caldara si dice grato per tutto ciò che ha vissuto nel calcio, ricordando i compagni del vivaio che non hanno avuto le stesse opportunità: «Avrei firmato per questa carriera. Ho vissuto grandi emozioni».

Per Caldara è tempo di guardare al futuro

Ora il suo futuro passa per i campi di allenamento. Caldara ha già iniziato a collaborare con la scuola calcio dell’Azzano, dove gioca suo figlio Alessandro. Insegna la fase difensiva all’Under 14, e sogna un giorno di sedere su una panchina importante. Ma niente fretta: «Voglio allenare, ma prima devo studiare ed essere pronto: ora non lo sono e io voglio essere sicuro di fare bene ciò che faccio, perché sono molto critico con me stesso, dunque l’estate prossima farò il patentino e vedremo se questa storia si evolverà. Sto iniziando a dare una mano nella scuola calcio dell’Azzano, in cui gioca mio figlio Alessandro di cinque anni (primo di tre fratelli, ci sono anche Ludovico e Leonardo, ndr), e in cui insegno la fase difensiva all’Under 14: i ragazzi mi ascoltano, è una soddisfazione – ha detto a L’Eco di Bergamo -. Lavorare nel vivaio a Zingonia è il mio sogno e ci spero tanto. Ma non ho fretta: prima voglio vedere se questa è la mia strada. Io sono atalantino da sempre: a proposito, sto per tornare allo stadio, in Coppa Italia contro il Genoa»

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