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Nerazzurri in prestito, parte 1a – D’Alessandro riaccende il Benevento

La Fiorentina di un Marco Sportiello dalla presa difettosa e il Milan di Franck Kessie non si fanno male, l’aspirante bomber bocciato della Spal Alberto Paloschi esce da Marassi a bocca asciutta contro la quinta forza del campionato e il ragazzo del Tiburtino aiuta Coda a far centrare al Benevento il successo della speranziella da scrivere a caratteri d’oro negli annali. Tra un derby fra prestiti che non rialza le quotazioni delle contendenti in zona Europa League e una squadra che non riesce a tirarsi fuori dalle secche benché non proprio in posizione disperata, nella rassegna di fine anno degli atalantini spicca la cenerentola che si cava lo sfizio di vincere in carrozza la prima partita in serie A della sua storia. Marco D’Alessandro, ventisettenne il prossimo 17 febbraio, cambio in corsa dell’acciaccato Parigini (dal 40′), al minuto 64 scarica dalla mancina un morbido ammollo solo da spingere nel sacco.

Se nella Strega contro il Chievo non sfigura nemmeno Berat Djimsiti, centrale albanese pienamente integrato nel terzetto con l’ex reietto dell’antidoping Lucioni e Costa, nei ferraresi battuti all’inglese dalla Sampdoria l’attaccante di Cividate al Piano entra per smazzarsi gli ultimo otto giri di lancetta (dall’88’ al sesto di recupero) al posto di Antenucci (prescelto allo start in coppia con Floccari) facendo in tempo ad assistere all’harakiri dei suoi: Quagliarella ne segna un paio, dal dischetto al 92′ per lo sgambetto di Viviani a Ramirez e al 94′ su imbeccata di Kownacki. In classifica i punti sono 15, a braccetto col Crotone: dietro, solo Verona (13) e i sanniti (4). Al “Franchi” di Firenze, invece, succede tutto in pochi attimi nel secondo tempo: al 26′ Biraghi trova il colpo di frusta del Cholito Simeone, al 29′ il portiere cresciuto a Zingonia nella quasi fotocopia del conato sventato al 6′ respinge corto e male il mancino dalla destra di Suso e Calhanoglu ne approfitta per impattare. I viola raggiungono a 27 l’Atalanta insieme all’Udinese, il Diavolo a 25 deve incominciare a far pentole e coperchi per rientrare in piena zona coppe.

All’estero il terzino Constantin Nica si salva dall’ennesimo dilemma tra panchina e tribuna solo perché il campionato rumeno è fermo dalla settimana prima di Natale fino al 3 febbraio, quando la sua Dinamo Bucarest ospiterà l’Universitatea Craiova. L’ex colpaccio di mercato dell’epoca Pierpaolo Marino, parcheggiato ormai dal 2014 (Cesena, Avellino e Latina), in una squadra da 34 punti in 22 giornate (settimo posto) ha all’attivo il secondo tempo al posto di Dudea nello 0-4 patìto col Vitorul il 30 ottobre e il subentro al 61′ a Oliva nel 2-1 casalingo allo Iasi del 25 novembre. Riprende invece l’11 dello stesso mese contro il Korona Kielce l’Ekstraklasa polacca del Termalica Nieciecza dello stopper Under 21 ungherese Akos Kecskés, 12 gettoni in regular season e 1 nella coppa nazionale. Fermo – il 7 gennaio arriva il Platanias – anche l’esterno d’attacco Bryan Cabezas, l’ecuadoriano sistemato al Panathinaikos, malinconicamente undicesimo al giro di boa in Super League: per lui 9 presenze in campionato, 1 in coppa e 4 con 2 reti nei preliminari di Europa League contro Qabala e Athletic Bilbao.

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