Ad Haifa l’olandese ha aumentato i giri dimostrandosi campione di umiltà, mentre il gambiano non finisce mai di stupire: prima del sigillo, assist come se piovesse
Tra umiltà e rapidità da pantera al servizio di tutti, tra diga in mezzo e capacità di scombinare i piani davanti. Secondo Tuttosport ad Haifa l’Atalanta ha scoperto l’asse fra Marten de Roon, settepolmoni del centrocampo capace di rifarsi dell’errore in disimpegno sullo svantaggio by Buzaglo, e Musa Barrow, ancora più utile come cambio in corsa di un Duvan Zapata finalmente (quasi) al passo col gruppo.
SBOCCIA IL TULIPANO. Grinta, umiltà, ritmi alzati e soprattutto il cuore oltre l’ostacolo, anche nel comandare il giro del campo dell’intera truppa quando non è il solo a farlo, anche in caso di score negativo: l’olandese, in campo, è un esempio e un faro per i compagni.
MUSA D’ATTACCO. Il gambiano classe ’98, a differenza del secondo turno di qualificazione contro il FK Sarajevo, contro l’Hapoel ha dovuto adattarsi a partire dalla panchina eppure, tra palloni invitanti a Rafael Toloi (sprecato) e a Mario Pasalic (sponda aerea per il 3-1), l’altruismo ha contato perfino più del sigillo da poker. Quarto pallone nel sacco in due trasferte e l’assist, in 210 minuti: numeri da fenomeno.


