Gasperini e il balletto dei moduli

Quello abituale nel primo tempo, ben tre nella ripresa: ma il rombo cagliaritano ha avviluppato la manovra atalantina, apparsa prevedibile e involuta

3-4-1-2, l’assetto classico, insistendo su Pasalic dietro le punte. 4-2-3-1, inserendo Gomez per Djimsiti nella ripresa e arretrando contestualmente Hateboer e Ali Adnan. Quindi, si torna più o meno alla normalitĆ  con Gosens (dal 18′ della seconda metĆ ) per l’iracheno, con sequela dell’olandese dietro (ma a volte ĆØ il tedesco a restare sulla zolla difensiva). Infine, il 4-2-4 a schemi ormai saltati, ma col Cagliari a corsie blindate, quando al croato subentra Barrow.

LA MOLTIPLICAZIONE DEI MODULI. GianĀ  Piero Gasperini, come rimarca L’Eco di Bergamo, le ha tentate davvero tutte per rendere meno prevedibile la manovra della sua Atalanta, senza riuscire nell’intento. Emiliano Rigoni, colui che ha tolto la maglia da titolare al Papu, ĆØ partito seconda punta per poi ritrovarsi esterno alto e quindi altissimo in uno schieramento a trazione anteriore.

SI TIRA POCO. Se nel primo tempo sono Freuler e de Roon a provarci, rispettivamente fuori e addosso a Klavan, oltre la pausa c’ĆØ spazio per la combinazione casuale Zapata-Rigoni con Romagna a contrastare bene il primo e il secondo ad azzardare una spaccata volante, più un paio di stoccate mollicce del Papu (una su piazzato) e un tiro impreciso di Gosens da palla in uscita. Morale della favola: il Cagliari, sull’attrezzo di cuoio, c’ĆØ quasi sempre arrivato prima.

 

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