
Il portiere ex Udinese sbaglia una volta di più, il fantasista russo si conferma un pesce fuor d’acqua. Musso e Miranchuk sono ormai due casi
I casi Musso e Miranchuk. Il portiere che para tanto lasciandosene sfuggire però qualcuna di troppo, vedi loffia di Calabria nello 0-2 col Milan e infine la zuccata di Beto a porta generosamente spalancata con l’Udinese, e il pesce fuor d’acqua che ovunque o comunque lo metti non rende più. L’Eco di Bergamo li chiama proprio così. Casi. Al netto delle difficoltà incontrate in casa contro squadre per lo più da difesa a corsie sbarrate e contropiede, visti i ben 10 punti su 15 conquistati fuori.
I CASI DELL’ATALANTA: IL FATTORE CAMPO. Solo 5 squadre di A hanno fatto peggio del punto di media a partita dei nerazzurri tra le mura amiche, frutto dell’unica vittoria contro il Sassuolo e dei ko con Fiorentina e rossoneri, oltre che dei pari contro Bologna e Udinese, squadre medio-piccole. 9, 10 e 3 volte 7 punti i precedenti agli ordini di Gian Piero Gasperini nelle prime 5 gare interne. Alla base, problemi di intensità calante e di assenze plurime, ma anche di errori individuali. Di qui il caso di Juan, il portiere, più che di Aleksey.
MUSSO E MIRANCHUK: DUE CASI. Anche Remo Freuler è tra i coimputati, visto lo svarione costato il bis di Tonali nella precedente partita interna. 3 punti persi che sarebbero valsi il terzo posto ex aequo con l’Inter. Musso, però, è alterno come Pierluigi Gollini che è stato chiamato a sostituire: da un investimento di 20 milioni ci si aspetta il salto di qualità. Il ragazzo dell’Est, invece, è in piena involuzione: 237 minuti in 7 gare e solo l’assist a Robin Gosens per il 2-2 a Villarreal. Meglio sostituirlo subito, alla riapertura della finestra di mercato a gennaio?
