Bonfanti, Del Lungo e gli altri: l’Europa è la consacrazione dell’Under 23

I due centrali difensivi sono solo la punta dell'iceberg di una Seconda Squadra che lancia, rilancia e prepara giocatori già nel presente

Dici Giovanni Bonfanti che l’ha pure messa e Tommaso Del Lungo, quello recuperato ai livelli attesi da Gian Piero Gasperini che ne è il primo estimatore. Aggiungici pure Tommaso De Nipoti, in naftalina a lungo e usato da cambio in corsa: annusato il sangue come uno squalo d’area di rigore, alla prima rimessa utile palla addomesticata per Charles De Ketelaere e hop, l’Under 23 all’Atalanta da ultimo pro forma europeo ha regalato gol, quasi gol nella stessa azione e assist per chiudere lo score. Altro che Seconda Squadra disutile e oggetto di investimenti solo perché alla moda o chiacchiere similari.

Da Bonfanti a De Nipoti: l’Under 23 al servizio della Prima squadra

All’ArcelorMittal Park di Sosnowiec, giocando a poker col Rakow Czestochowa con una rotazione spacciata da qualche simpaticone per una congrega di bocia in gita premio, s’è consumata la celebrazione dell’utilità e del senso profondo della Seconda Squadra. La formazione allestita dal direttore sportivo Fabio Gatti e allenata da Francesco Modesto s’è dimostrata il serbatoio di scorta anche per le esigenze minime di riposo dei guerrieri. Ben più d’una giovanile aggiunta, nella stagione che precede l’allungamento di un anno anagrafico della carriera dei Primavera. Due erano già prontissimi all’uso, tanto da essersi rivelati alla lunga il migliore in campo e il terzo tra i top dietro il doppiettista Luis Muriel. Senza discussioni: il campo è il giudice monocratico dei verdetti. Sempre e comunque.

Under 23, ovvero il trampolino di (ri)lancio

Il succitato braccetto di Bagno a Ripoli, quello ripudiato ancora ragazzo dalla Fiorentina e riciclato prima dal Cattolica Virtus, l’alma mater di un certo Pablito Rossi, e quindi dal Grassina in serie D dove faceva il terzino destro a quattro, come ha riconosciuto anche il Gasp a bocce ferme ha avuto un anno di difficoltà dopo essere stato aggregato agli allenamenti sul campo principale, rifacendosi però “con l’Under 23 in serie C”. Sarà che il tecnico crotonese lavora sulla stessa base tattica, 3-4-1-2 pressoché immutabile almeno al kick off, favorendo quindi l’interscambio naturale di ex fuoriquota Under 19, ma è anche questo dettaglio rivela il significato dell’esistenza stessa di una squadra riserve che gioca nel terzo livello nazionale. In Italia siamo capaci di stupircene, ma in Germania, per dire, sono decenni che esiste la Regionalliga. In Spagna ci sono le squadre B o II che dir si voglia, tutti i club della Premier League inglese hanno la loro Under 23. Che serve, appunto, per lanciare o rilanciare ex giovani, magari per farne dei tardi esordienti al piano di sopra. O a recuperarli: l’ex Amad Diallo, per citarne uno, non s’era forse rimesso in sesto da aggregato alle riserve nel Manchester United prima e al Sunderland poi?

Modesto e l’usato sicuro

Lo stesso CEO atalantino Luca Percassi lo ricorda ogni volta che gli viene rivolta la domanda di rito: l’Under 23 è lo step successivo creato per evitare la diaspora del settore giovanile, la sequela dei parcheggi in prestito un tempo da oltre 60 piazzati a estate, al primo incrocio dei prodotti di casa col mondo del professionismo. Duro al primo impatto, perché fisicamente esigente, e perché bisogna confrontarsi col risultato come dovere e obiettivo, non come conseguenza. Da questo punto di vista, leggi una sola vittoria nelle ultime quattro partite dopo una precedente serie da cinque su sei, di cui quattro filate per stabilizzarsi in zona playoff, l’Atalanta Bis di Gatti & Modesto paga pegno qua e là. Perché non è soltanto una squadra, ma un’attività di servizio. Un cuscinetto tra Primavera e adulti in grado di preparare ad alti livelli innesti fatti in casa, utile nel presente, nel qui e nell’ora. Infine, da non dimenticare, l’elemento-prospettiva. Qui entra in gioco il Leonardo Mendicino di turno. Minorenne e di certo non col mito del posto fisso, anche per un centrocampo affollatissimo al contrario di quello dei nerazzurri appena qualificati agli ottavi di finale del mondo dei sogni. Ma se gli è stato fatto saltare a piè pari un ulteriore anno di Primavera, qualcosa vorrà pur dire. Work in progress, chi è di stanza a Caravaggio lavora per Zingonia-1 H24.

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