Charles De Ketelaere e Ademola Lookman, insieme al terminale unico El Bilal Touré, hanno deciso la domenica sera a Monza a favore dell’Atalanta. La tesi è supportata dalla realtà numerica del tabellino e da quella fattuale della cronaca, che ha visto il secondo assistman dalla bandierina del primo e poi nel triangolo col terzo, e pure dal focus del lunedì de L’Eco di Bergamo.
Il tridente che apre corridoi in fascia
In particolare, la posizione più accentrata delle due false ali di Gasperini nel primo tempo ha favorito lo sfruttamento delle corsie, da Holm al suo rimpiazzo Hateboer a destra fino al braccetto Sead Kolasinac a sinistra. Il bosniaco sfiora il vantaggio precoce all’ottavo per poi scendere di nuovo prima di quello effettivo. Ma è sempre la trequarti larga del duo CDK-Mola, che si accentrano spesso per assecondare i tagli reciproci, a fare la differenza. Tardivo, alla fin fine, l’ingresso per i padroni di casa di Valentin Carboni a destra per l’ex Andrea Colpani e di Daniel Maldini a sinistra al posto di Kyriakopoulos con abbassamento contestuale di Zerbin. Niente da fare, il punteggio si dimezza e basta.
Bondo su CDK: funzionicchia…
Raffaele Palladino, nel classico guanto di sfida dell’allievo al maestro, ha provato una contromisura riuscita però una volta di troppo di meno. Cioè la marcatura da francobollo umano di Warren Bondo per cercare di limitare CDK. Uno stacco imperioso da azione d’angolo è bastato a far capire chi di dovere che le marcature a uomo da palla inattiva tendono a scombinare i piani. E difatti attacco, ma non troppo, al primo marcatore di giornata c’era l’ex Roberto Gagliardini…



Forse Carnesecchi doveva stare più concentrato così anche con il Verona