La partecipazione al mondonichiano Centrocampo degli Architetti con Daniele Fortunato e Fabio Gallo, e mettiamoci Mimmo Morfeo vertice alto, Gigi Lentini alto a sinistra e Pippo Inzaghi a finalizzare (24, 1996/97), rende Marco Sgrò il festeggiato più altolocato di oggi, giovedì 9 maggio, insieme alle sue 120 presenze e 14 reti, 1993/94 e dal 1995 al 1998. Ma più dei suoi 54 anni gagliardi da allenatore attuale del Villa Valle in D, è importante rimarcare, il giorno della semifinale di ritorno di Europa League col Marsiglia, evidenziare i 69 del mastino del Mondo nell’unica alta precedente anticamera dei sogni, quella col Malines del 20 aprile 1988: Gianpaolo Rossi da Viadana, enne e poi pì, come Bellini nel decennio dopo.
Gianpaolo Rossi: dalla C1 alla semifinale col Malines
205 presenze, di cui soltanto 55 in serie A, e 1 solo gol, in B, il 19 dicembre ’82 nel ko per 2-1 a Foggia. Ma basta l’1-2 casalingo di 36 anni or sono a illuminare la carriere e il ricordo di Rossi, in realtà eroe innanzitutto della risalita dalla serie C1. Di Emiliano da Rivolta d’Adda era così scudiero in campo da recitare poi la parte del suo vice, tra 1996 e 1998, al ritorno in sella, proprio mentre Sgrò giocava. Ma la sua storia vera inizia dal 1981 al 1984, tra Ottavio Bianchi e Nedo Sonetti, per tornare al piano di sopra passando dal purgatorio.
Il settennato di Rossi
Marcatore arcigno e implacabile, meglio al centro come stopper ma bravo anche sui lati, Gianpaolo arrivava dal Rimini, quinquennio tra ’75 e ’81 intervallato dalla parentesi di Chieti nel ’78, dopo essere diventato qualcuno sedicenne nel Ravenna. Sfiorata anche la Fiorentina da giovane (zero match in prima squadra dal 1972 al 1975), la storia l’ha fatta qui da noi. Carattere deciso da mantovano della Bassa, come tecnico ha l’abilitazione ai massimi livelli. Nonostante ciò, ha quasi sempre dovuto ripiegare su chiamate in C o al sapore di provincia. Dal 1992, l’anno dopo aver smesso in maglia Brembillese dopo due stagioni al Monza, assaggiate le panchine di Viadana, Albinese (1994-1996) prima che diventasse grande sotto Marino Falsettini e Oscar Piantoni con salto in C2 e fusione col Leffe. Conclusa l’esperienza nello staff della sua Atalanta, Rossi, che abita da tempo a Gorle, s’è concesso Lecco, Pro Sesto, Alzano Virescit, Palazzolo, Seregno, Valle Brembana, Ponteranica, La Torre e Virtus Arzago. Tanti auguri, meritati per un campione e un eroe di un pallone che rotolava molto più vicino alla gente di oggi.
Sgrò e il Centrocampo degli Architetti
In realtà Sgrò da Sermoneta era un istintivo puro che sfrecciava a destra e pigliarlo era difficilissimo. La prima annata, tra il troppo futuristico Francesco Guidolin e il suo tandem di successori Andrea Valdinoci-Cesare Prandelli, segnò perfino il termine della prima era di Antonio Percassi alla presidenza, con le dimissioni del 19 febbraio 1994 e il subentro di Ivan Ruggeri. Quindi, dopo l’anno anconitano, la partecipazione al Mondo-bis con risalita in A, culminato però con una nuova retrocessione. Alti e bassi, mica come l’Europa di adesso appuntamento fisso. Per il resto, sul campo, vivaio Genoa, Jesi, Siena, Fiorenzuola, dopo Bergamo Sampdoria, Ternana, Monza, Alzano Virescit, Valenzana, Carpenedolo, Pergocrema, Como e Colognese con ritiro trentanovenne. In panchina, inizia da Cologno al Serio, quindi ancora in D ad AlzanoCene e Seregno, Rivoltana con promozione in Eccellenza, Pradalunghese da metà annata 2017, Tritium subentrando a novembre, Legnano nel febbraio ’21 fino alla finale playoff persa il 30 maggio 2022 con la Casatese, Franciacorta e dal 6 ottobre scorso a Villa d’Almè al posto dell’esonerato Amedeo Mangone.
Ferradini, il giovane che prendeva il triplo di Vendrame
Non è passato alla storia per via delle poche presenze, soltanto sette, concesse da Giulio Corsini nella stagione 1971-1972, per lui che proveniva dal Viareggio. Perché Giovanni Ferradini, professione attaccante, nativo di Fucecchio e da oggi settantunenne, va famoso per essere stato citato nella biografia di Ezio Vendrame, il fuoriclasse tutto sregolatezza: “Al Napoli il ds Franco Janich mi chiese quanto volevo. Al Vicenza prendevo 10 milioni, gli risposi 20 convinto di averlo fregato. Poi scoprii che Ferradini, l’ultimo arrivato, un giovane dell’Atalanta, ne prendeva 60. Mi sentii lo scemo del villaggio”. Non malissimo 13 partite e 2 reti in massima serie agli ordini di Beppe Chiappella (gol a Samp e Cagliari) e Luis Vinicio, più 8 e 1 in Coppa Italia e soprattutto 2 e 1, al Banik Ostrava l’11 dicembre 1974 fuori casa, in Coppa Uefa. Poi, il calo, Modena, Montecatini e la squadra della sua cittadina natale. Tanti auguri anche alla meteora.



Bella persona
Auguri