Marco Motta dice 38: l’Hateboer ante litteram della Brianza lecchese

38 primavere oggi per Marco Motta, esterno destro cresciuto a Zingonia, una sola stagione in prima squadra

L’ultima stazione, in Indonesia, al Persija Jakarta, il 26 marzo di due anni fa, contro il Bhayangkara. Da lì, fine del menage col pallone tra i piedi per il festeggiato di oggi, martedì 14 maggio, il neo trentottenne Marco Motta, 323 partite, 8 gol e 21 assist con trafila nel settore giovanile dell’Atalanta prima di passare per 22 partite insieme alla prima squadra e anche dall’attuale allenatore Gian Piero Gasperini ai tempi del Genoa.

Motta tra Mandorlini e Rossi

Nel 2004-2005, l’unica annata al piano di sopra colorata di nerazzurro. Iniziata da Andrea Mandorlini e conclusa da Delio Rossi senza evitare l’immediato ritorno in serie B. La prima di tredici maglie per Motta, nativo di Merate, Brianza lecchese. La dodicesima, antesignana delle vacanze post pallone, l’Omonia Nicosia, Cipro, al netto del negozio di articoli sportivi aperto a suo tempo a Grassobbio. Laterale puro dal gran fisico e dalle caratteristiche sgroppate avanti e indietro, una sorta di Hateboer nostrano ante litteram, viene fatto esordire dal tecnico riminese subentrato al ravennate il 9 gennaio 2005, in casa della Roma, al posto di Riccardo Montolivo al 20′ della ripresa. Altre 18 presenze più le 3 di Coppa Italia (Juve nel ritorno a Torino degli ottavi, quarti con l’Inter), e avrebbe indossato nel prosieguo anche il giallorosso.

Motta al giro d’Italia

Subito in comproprietà all’Udinese, tra le due esperienze in Friuli il prestito al Torino da riscattato dalle Zebrette. Nel 2009-2010 è alla Lupa, ma per poco: acquistato a metà in estate, va in prestito oneroso alla Juventus che alla fine lo riscatta, anche se Antonio Conte decide di parcheggiarlo a Catania nella sessione invernale del 2012 impedendogli di fregiarsi dello scudetto.

Dal Gasp al calcio da turista

Un’altra cessione a titolo temporaneo al Bologna e nel 2013 fa appena in tempo a vincere la Supercoppa Italiana al ritorno in bianconero, quindi il posteggio invernale al Grifone dal Gasp: 11 su 13 da titolare e gol al Milan il 7 aprile 2014, anche se per molte fonti sarebbe autorete di Abbiati. Fine dell’avventura nel Belpaese: da gennaio 2015 al gong, due ingaggi a metà stagione con Watford e Charlton prima di trasferirsi all’Almeria, curiosamente lo stesso club da cui sarebbe stato prelevato El Bilal Touré, l’acquisto più costoso della storia atalantina, e di lì a Cipro. Conta 1 presenza in Nazionale maggiore, chiamato da Cesare Prandelli il 10 agosto 2010 a Torino con la Costa d’Avorio (0-1), dopo aver fatto la trafila nelle giovanili segnando alla Croazia alle Olimpiadi di Pechino nel 2008. Tanti auguri.

 

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