Adopo, il compleanno dei rimpianti insieme a Paganin e Del Prato senior

Il centrocampista passato in prestito al Cagliari lungo l'asse di mercato per arrivare a Sulemana spegne le candeline il 19 luglio

adopo

Oltre a Massimo Paganin e Ivan Del Prato, rispettivamente 54 e 56 anni, il 19 luglio spegne le candeline, col rimpianto di essere di fatto stato bocciato da Gian Piero Gasperini, Ndary Michel Adopo. Proprio lui, insieme al ceduto Nadir Zortea e all’altro prestito Roberto Piccoli una delle tre contropartite dirette a Cagliari per arrivare a Ibrahim Sulemana. Un ventiquattresimo compleanno un po’ amaro, da pescato dal mercato degli svincolati l’estate scorsa, per via di quelle sole 11 presenze di cui solo a Sosnowiec in Europa League col Rakow Czestochowa a full time.

Adopo e il compleanno dei rimpianti

Era il 14 dicembre e quel comodo poker a casa dei polacchi era puro garbage time. La data di cui il francese di origini ivoriane dal fisico da statua, un moloch della mediana ma più a suo agio ove venga sguinzagliato tra gli spazi, deve rammaricarsi è quel maledetto 17 settembre scorso in casa della Fiorentina. Da cambio dell’apripista Koopmeiners, ribaltato dall’ex Bonaventura e Martinez Quarta prima del 2-2 di Lookman, 2 giri di lancetta per combinare il patatrac: palla da sinistra di Brekalo e lui, lisciando, passa la palla all’indietro per il liberissimo Kouamé. 76′, 3-2 e scontro diretto perso. E dire che aveva cominciato con l’assist proprio a Zortea per timbrare il 2-0 col Sassuolo alla prima giornata. Sdoganato in Italia dal Torino diciassettenne e passato dalla Viterbese per la gavetta in serie C, il ragazzone di Villeneuve-Saint-Georges cresciuto tra Bussy-Saint-Georges e Torcy adesso ha la chance del riscatto. In tutti i sensi.

Del Prato il regista son io

Un titolo di Nerazzurro d’epoca per introdurre Ivan, mai atalantino da senior, attuale tecnico della Virtus CiseranoBergamo ed ex bandiera dell’AlbinoLeffe, papà di Enrico che ha attaccato per primo il cognome. Panchine soltanto in provincia salvo lo sconfinamento al Darfo, più quelle di Allievi e Berretti blucelesti, colori di cui resta una dei personaggi storici (280 presenze e 7 reti, una Coppa Italia di C, promozioni fino alla B). Senza mai esordire in prima squadra e anzi dovendo usare la Stezzanese (Orceana, Darfo, Albinese, Pisa e Mantova le altre stazioni prima del ritiro a Calcio ultraquarantenne) in Promozione come rampa di lancio, Ivan da Grassobbio (nato al Bolognini di Seriate) ha comunque all’attivo uno dei tre Trofei Dossena disputati tra 1986 e il fine corsa nerazzurro del 1988: quello di mezzo, con Giuseppe Cadè allenatore, Pierluigi Brivio in porta e compagni fuoriquota come Gian Mario Consonni e Giuseppe Compagno, futuri protagonisti della cavalcata di Coppa delle Coppe con Emiliano Mondonico.

Paganini, il difensore del Vava fratello d’arte

Biennio all’inizio del secolo con settimo posto e salvezza sotto Giovanni Vavassori con 57 presenze totali (48 in A), invece, per il vicentino Paganin II, ora commentatore sportivo, soltanto dal 1993 al 1995 compagno di squadra del fratello maggiore (di 4 anni) Antonio. All’Inter, una delle squadre a cui è più legato insieme al Bologna, avendoci vinto rispettivamente la Coppa Uefa nel 1994 e l’Intertoto un quadriennio più tardi, mentre il terzino di famiglia fu a Bergamo nella stagione 1995-1996 agli ordini del Mondo. All’ombra della Maresana, altri difensori come Massimo Carrera, Sebastiano Siviglia, Stefano Lorenzi e Gigi Sala e assi del calibro di Cristiano Doni, Luciano Zauri e Nicola Ventola. Bassano Virtus, Fiorentina, Reggiana, Brescia, Sampdoria, Vicenza e Akratitos, nella vacanza greca delle scarpe al chiodo trentaseienne, le altre stazioni. Fa sempre una capatina da Giovanni Licini ai tornei, ora al Coni, dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà, tennis o padel non importa anche se il primo è più gradito. Tanti auguri.

massimo paganin
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1 anno fa

tanti auguri e in bocca al lupo per la nuova avventura 🍾🥂🖤🩵

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1 anno fa

Tantissimi auguriiiiii di buon compleanno A dopo 🥂🍾🖤💙

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