Sono anni che naviga tra Promozione e Serie D con tanta Eccellenza in mezzo. Il 1° giugno, l’1-1 acciuffato dal dischetto col Robbia dopo il poker alla Colognese del 18 maggio, ci si scuserà il gioco di parole, la promozione in Eccellenza col Cellatica. Uno dei 21 gol stagionali, e dire che dalle nostre parti è rimasta traccia dell’unico acuto ai danni del Siena. Dal 2017 a oggi, Nebbiano Val Tidone, Darfo Boario alle soglie del professionismo perduto, Ardor Lazzate un biennio all’Atletico Castegnato. Ma di Davide Sinigaglia, il festeggiato del 29 luglio coi suoi 43 anni, a Bergamo si serba un ricordo lungo quanto un battito di ciglia.
Sinigaglia e il gol nerazzurro: un unicum
Ventesimo minuto, 16 gennaio 2005. Un esterno destro di prima intenzione, sotto l’incrocio, innescato da Gianpaolo Bellini. L’unica gemma nerazzurra di tutta una vita spesa nel rettangolo verde di 105 metri per 68. La punta nativa di Tradate, cresciuta fra Torino Club Gallaratese e Inter, ben 22 casacche indossate, annaspò lo stesso al pari dell’Atalanta, piombata nuovamente in serie B pur tra gli applausi a Delio Rossi, vano sostituto di Andrea Mandorlini dalla quindicesima giornata in poi.
La fiera di Sinigaglia
L’autore del temporaneo vantaggio della diciannovesima (Chiesa avrebbe fatto pari in chiusura di primo tempo), Sinigaglia, rapido e dal tiro secco, era arrivato in prestito dall’Arezzo nel mercato invernale. Una rivoluzione: Luca Saudati all’Empoli a titolo temporaneo, Giampaolo Pazzini alla Fiorentina e Inacio Pià al Napoli. Rimasto Igor Budan, davanti il reparto si completò con mister 6 gol Stephen Makinwa. 5 gol il croato, 1 il nostro, solo due volte titolare su 12 match più il quarto di ritorno di Coppa Italia – 3 partite – proprio contro i suoi colori d’origine.
L’interista d’origine che vestì l’altro nerazzurro
Nerazzurro a Bergamo, nerazzurro da bambino. Un sogno brevemente cullato anche da adulto, quello dell’Inter. Vivaista dal ’93 al 2000 con scudetto Allievi Nazionali nel ’98, esordio da pro senza seguito il 7 febbraio 1999 a San Siro contro l’Empoli da subentrato per gli spiccioli a Nicola Ventola, altro futuro atalantino, Sinigaglia si è sempre smazzato un tortuoso avantindré fra categorie con la massima serie riabbracciata solo a Cesena (fino a dicembre 2009) senza ulteriori presenze. A nominare le altre stazioni si rischia di perdere il treno: Meda, Padova, Monza, Lumezzane, Genoa, Novara, Lanciano, Ternana, Reggiana, Giana, Pistoiese, Grosseto e Parma. Fin qui, 122 gol in 522 incontri, oltre ai 7 in 32 tra Under 15 e 18 saltando la 17. Bene o male, una parabola da 114 gol serie D compresa in 484 allacciate di scarpe, più i 57 da dilettante nei soli campionati. Che non scenda nemmeno lui, dal treno, finché si diverte. Tantissimi auguri.


