L’uomo coi guanti taglia il traguardo dei 74, il mediano che spesso sfrecciava e tamponato in corsia ne fa 60 tondi e il terzino dal sinistro ciclonico 54. Ultime professioni note, preparatore dei portiere del Castel del Piano, Promozione umbra, in quella Perugia che gli aveva regalato la notorietà, coordinatore tecnico dell’Almè in Promozione lombarda con l’altro ex Luca Medolago preparatore atletico, sostituito da un altro Made in Dea come Domenico Moro, e infine tecnico dell’Istria 1961. Torta di compleanno per tre ex atalantini, il 30 luglio: Nello Malizia, Valter Bonacina e Paolo Tramezzani.
Malizia, Bonacina e Tramezzani: le tracce lasciate da atalantini
Il nativo di Montenero di Bisaccia cresciuto a Potenza Picena è notissimo per essere stato la riserva di Ottorino Piotti nei mitici anni ottanta e nei Duemila preparatore dei portieri. Il cenatese nato a Bergamo ma originario di Albano Sant’Alessandro, un giorno, la decise di testa a San Siro dall’alto del suo metro e settanta. Il reggiano-appenninico di Castelnovo ne’ Monti ha lasciato la traccia di una mezza sfortunatissima stagione conclusa coi playout persi contro la Reggina ma anche l’impronta della bomba da fermo segnata alla Roma. Tramezzani, tornato una terza volta al Sion prima di tornare in Croazia dove ha allenato precedentemente l’Hajduk Spalato, l’alma mater di Mario Pasalic, non riuscì a salvarla nella primavera del 2023 nello spareggio con lo Stade Lousanne, nonostante Mario Balotelli.
Malizia, profumo d’intesa
L’ultimo impegno da tecnico del ruolo in Bergamasca per Malizia era stato alla Virtus Bergamo prima della fusione col Ciserano (2016-2019). Prodotto della Maceratese, carrozziere di professione, prima di mettere piede a Bergamo da giocatore (13 partite e 12 reti subìte tra 1984 e 1988) aveva già avuto contatti con nerazzurri passati e futuri. Nel Perugia dell’ex allenatore delle giovanili Ilario Castagner secondo e imbattuto dietro il Milan della stella (1978-1979) si alternava con l’ex nerazzurro Marcello Grassi e il libero era l’altro futuro mister compianto, Piero Frosio, che si sarebbe accomodato sulla panchina al Comunale. Nel Cagliari (1982/83) c’era anche Giovanni Vavassori del cui staff tecnico avrebbe fatto parte. Arrivato a Bergamo da Padova, conobbe l’omega della parabola professionale all’Orceana a 39 anni per entrare nello staff dal 1992 sotto Marcello Lippi per togliere il disturbo all’addio di Gigi Delneri nel 2009.
Cina, un gigante a pelo d’erba
Traghettatore della prima squadra a Palermo nella stagione 2009-2010 dei tre mister – Angelo Gregucci, Antonio Conte e Bortolo Mutti -, il Cina, oltre che quel 13 novembre 1988 sbucando sulla punizione di Eligio Nicolini per il 2-1 schiacciato al fotofinish nella tana del Milan sacchiano, timbrò tra l’altro un paio di volte in Coppa Uefa il Fenerbahce, una là e l’altra qua. 18 i palloni in porta in 331 presenze, che ne fanno il secondo atalantino di sempre alle spalle delle 435 di Gianpaolo Bellini. Cresciuto della Virescit Boccaleone, il buon Valter, una vita nel settore giovanile di Zingonia fino alla finalissima Primavera di Gubbio nel 2013 persa con la Lazio a dispetto di uno squadrone (Caldara, Conti, Gagliardini e Grassi tra gli altri), uno degli scudieri in campo di Emiliano Mondonico, quell’anno di coppe arrivò fino ai quarti con l’Inter dopo l’avvicendamento tra Frosio e Bruno Giorgi.
L’epopea del Mondo e la semifinale col Malines
La fama di eroe anti Malines, semifinalista di Coppa delle Coppe con la squadra che stava risalendo dalla serie B, non gliela toglierà nessuno. Dal ’91 al ’94, invece, stesso percorso di Giuseppe “Picaia” Bonomi quasi un sessantennio prima: alla Roma, per 5 miliardi e mezzo. Chiusa la carriera trentottenne nel Rodengo Saiano dopo essere passato anche dal Monza, fu vice di Mandorlini, Rossi e Colantuono (2003-2007) e le parentesi fuori città non gli hanno mai portato benissimo come allenatore, dal Foggia (2011 e 2012) al Villa Valle (inizio 2021, operazione e abbandono) passando per la Primavera di Lazio (riportata nel primo campionato nel 2019) e Spezia.
Tramezzani e il sinistro al fulmicotone
La punizione di sinistro (unico gol in 11 comparsate nerazzurre nel 2003) per vincere (2-1) allo stadio “Atleti Azzurri d’Italia” contro la Lupa il 19 gennaio 2003, ancora non presago della staffetta tra il Vava e Giancarlo Finardi, sintetizza le doti di Tramezzani, fisico possente e conclusione facile soprattutto da palla inattiva. Dietro l’area tecnica, un’avventura dietro l’altra. Secondo di Gianni De Biasi nella Nazionale albanese, negli anni s’è smazzato Lugano, Apoel Nicosia, Livorno, Hajduk Spalato e Al-Faisaly in Arabia Saudita. Proveniente all’epoca da Piacenza, si sarebbe ritirato nel 2008 nella Pro Patria in C. Un lungo percorso cominciato sul campo milanese del Vigentino, proseguito nell’Inter e poi anche in Prato, Cosenza, Lucchese, Venezia, Cesena, Tottenham e Pistoiese. Tanti auguri anche al più giovane del compleanno a tre piazze dell’ultimo festivo del mese più caldo dell’estate.




Anche lecco como
Tantissimi auguri⚽️⚽️⚽️