Candeline per Montero e Previtali, lo juventino e l’atalantino tornato all’ovile

Il difensore passato in bianconero è tornato ad allenarci, il centrocampista più noto come pilastro dell'AlbinoLeffe quest'anno è tornato in Under 14

Quello più noto come juventino, che ringrazia Bergamo come rampa di lancio di una grande carriera, alla fine ha traghettato la prima squadra al terzo posto proprio davanti alla sua Atalanta, pareggiando in extremis 3-3 a Bologna e regolando il Monza all’inglese, in sostituzione di Massimiliano Allegri cacciato per le sceneggiate nella finale di Coppa Italia dello scorso 15 maggio sempre coi nerazzurri orobici dall’altra parte. L’altro, prodotto del vivaio di Zingonia con toccatina e fuga in prima squadra, più noto come bandiera dell’AlbinoLeffe, dal 2019 è tornato alla base per allenare le giovanili. Il 3 settembre è il compleanno condiviso da Paolo Montero, che a 53 anni è il tecnico della Juventus Next Gen in serie C, e Roberto Previtali, 43 anni da Ranzanico, tornato alla guida dell’Under 14 da cui aveva cominciato in panchina.

Montero, il campione dal cartellino facile

Paolo Montero Iglesias, figlio d’arte (di Julio Montero Castillo), cresciuto nel Penarol, in nerazzurro racimola 7 delle 16 espulsioni nella carriera italiana, ma anche 4 dei 6 gol, un terzo del totale in squadre di club (compreso il San Lorenzo), senza contare i 5 nella nazionale dell’Uruguay. Il mancino di Montevideo, in maglia Atalanta, ne ha fatti 3 all’Udinese e 1 all’Ancona risolvendo il match al novantesimo con una bordata nel sette. “Scoperto” da Marcello Lippi nel 1992-1993, si fa la stagione tra Francesco Guidolin e il duo Andrea Valdinoci-Cesare Prandelli per tornare successivamente in A agli ordini di Emiliano Mondonico. Avrebbe ritrovato il viareggino nei successi in bianconero: 4 scudetti, 3 Supercoppe Italiane, 1 Coppa Intercontinentale, 1 Supercoppa UEFA e un’Intertoto con Carlo Ancelotti in panchina. Cattivo lui? La “pigna” a Di Biagio e certe entratacce non si dimenticano, ma nemmeno la corsa al capezzale di Pessotto durante la degenza dei Mondiali 2006. Come mister, dal novembre 2014, Penarol, Boca Unidos, Colon Santa Fé, Rosario Central, biennio 2019-2021 alla Sambenedettese, San Lorenzo e Juventus Primavera.

Previtali, centrocampista e allenatore al fosforo

Dal canto suo il centrocampista compatto e tecnico nativo di Trescore Balneario, ma chiudunese di fatto, non è andato oltre il posto da titolare nel 2-2 di Perugia il 22 aprile 2001. Una gentile concessione di Giovanni Vavassori nell’annata post rientro al piano di sopra. Mandato a farsi le ossa, Previtali da giocatore non rivedrà più il suo primo amore calcistico: Lumezzane, Alzano Virescit, Spezia, AlbinoLeffe (185 match e 7 reti su 292 e 9 in carriera) dal 2003 al 2013 con mezzo giro di corsa alla Cremonese in Prima Divisione, quindi Eccellenza a Sarnico e Alzano(Cene) prima della serie D alla Virtus Bergamo (fusione di AlzanoCene e Aurora Seriate), alla Grumellese e al CazzagoBornato (2017-2019). Tanti auguri.

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