10 palloni nel sacco in 40 partite, la media del festeggiato di oggi, che col pazzerello Marko Livaja era l’alternativa al Tanque Denis con Maxi Moralez alle spalle. Ma Giuseppe De Luca, detto La Zanzara, il festeggiato atalantino di oggi, venerdì 11 ottobre, coi suoi 33 anni da punta ancora in auge nel Pompei in serie D, è più noto per aver stabilito con la sua abilità sotto porta un record che già il 29 marzo 2014 avvicinò la Dea all’Europa: insieme a Marcelo Estigarribia, dal 22′ al 26′, al “Dall’Ara” di Bologna, fece sognare a tutta Bergamo la qualificazione Uefa agli ordini di Stefano Colantuono poi puntualmente seppellito sotti i soli 4 punti nelle ultime 7 giornate, ma questo stesso giorno 9 anni fa, a Bologna, l’Atalanta sognò l’Europa.
I 33 di De Luca, la Zanzara che ronzò intorno all’Europa senza pungerla
Era la sesta vittoria consecutiva di un mese di marzo memorabile. Chievo, Lazio, Sampdoria, Inter e Livorno già prese d’infilata, con le trasferte magiche all’Olimpico e a San Siro. Al “Dall’Ara” ci si risvegliò settimi, a quota 46, 1 punto dal Parma. Poi, il crollo: ko subito a Bergamo col Sassuolo, quindi con Roma e Verona, pareggino col Genoa, ko con la Juve e a Catania all’ultima col grido di gioia allo scadere di Ciccio Brienza l’11 maggio nel 2-1 interno al Milan. La Zanzara non punse il sogno.
Da Angera alla parentesi di Bergamo
Inizialmente in prestito dal natìo Varese con diritto di riscatto della comproprietà, tutto di Zingonia dall’estate del 2015, da prestito sarebbe stato poi stato protagonista di due mancati assalti alla serie A in maglia Bari. In nerazzurro, bucate Sampdoria, Cesena in Coppa Italia e Udinese la prima stagione più, nella seconda e ultima bergamasca, il Genoa due volte, il Livorno e appunto il Bologna in campionato risultando capocannoniere nel Trofeo della Coccarda insieme ad altri sei giocatori (a segno con Bari, Sassuolo e Napoli nell’eliminazione per 3-1 a Fuorigrotta nell’ottavo in gara secca. Poi, la china discendente, tra Virus Entella con Cluj a metà del guado, Triestina, Catania e Pergolettese, un’ottantina di marcature in 400 partite con l’Europa rimasta in canna per sempre.


