Il tecnico originario di Anzio Stefano Colantuono, in passato anche a lungo sulla panchina della Dea, ha parlato a Tutti Convocati su Radio 24 di vari temi, a partire dal terreno sintetico visto ieri in Young Boys-Inter: “Purtroppo si rischia di andare sempre più verso quella direzione, soprattutto in Paesi in cui le condizioni climatiche non facilitano la vita di terreni in erba”. Non manca, a proposito, un interessante aneddoto legato al tema legato ai tempi dell’Atalanta: “Percassi, lungimirante, fece mettere il campo artificiale a Zingonia solo per preparare le partite con Cesena e Novara, che all’epoca avevamo contro in campionato”.
Il calcio italiano e il momento in Europa “Se prendiamo come riferimento l’Atalanta, penso si parli della formazione più europea di tutte quelle italiane. É un calcio completo: di tecnica, tattica e qualità: avendo lo stesso allenatore da sette anni non c’è nulla di nuovo. Ripartire da capo ogni anno con progetti e via discorrendo non è facile. Negli ultimi anni in Italia si va molto con un calcio di fraseggio e palleggio, senza le ripartenze di 40/50 metri di campo che una volta caratterizzavano la nostra filosofia. In Inghilterra vedo un calcio un po’ più verticale”.
Tante partite “Il format delle nuove competizioni europee permette anche di rientrare in corsa a chi perde punti inizialmente: è anche un modo di far giocare chi gioca meno quando ci sono rose larghissime. I roster con tanti uomini servono a questo, altrimenti è inutile costruire le squadre in questo modo. Guardiamo Frattesi all’Inter: quando giocherebbe, se le cose non stessero così?”.


