Gli esordi da professionista con Emiliano Mondonico e l’incetta di trofei in bacheca con Marcello Lippi. Avuto nella quarta e ultima stagione bergamasca, quel settimo posto a qualificazione Uefa sfiorata nel 1992/93 prima di passare dall’Atalanta alla Juventus allora allenata da Giovanni Trapattoni ma tornata grande solo con l’approdo del viareggino, futuro ct azzurro campione del mondo. Insieme ai compagni già al “Comunale”, Alessio Tacchinardi prima e anche Paolo Montero poi. Gli estremi della carriera di Sergio Porrini, ex difensore laterale o centrale di tigna e rendimento, che oggi, venerdì 8 novembre, spegne 56 candeline da ex nerazzurro. Bergamo, per il milanese, è la residenza anche del cuore forse perenne dopo essere stata rampa di lancio per la gloria bianconera: due scudetti, una Coppa Italia da protagonista nel ’95 segnando al Parma da match winner a Torino e pure al “Tardini”, due Supercoppe Italiane, la Champions League e infine l’Intercontinentale.
Porrini, la scoperta di Mondonico
In realtà col Mondo, dopo essere arrivato dal natìo Milan nemmeno ventunenne, giocò appena otto march prima del passaggio del tecnico di Rivolta d’Adda al Torino. Il debutto, il 28 gennaio del 1990 a Cremona. Per poi segnare, col temporaneo 2-1 nel pari casalingo con la Sampdoria il 4 febbraio successivo, il primo dei tre gol in 118 presenze atalantine di cui 7 nella rincorsa alla Coppa Uefa terminata ai quarti con l’Inter nell’inverno del ’91 col passaggio di mano in panca tra Piero Frosio e Bruno Giorgi, altri due grandi maestri di calcio che non ci sono più. L’altro paio, spesi a fine corsa bergamasca tra il 2-1 al Foggia e il 3-1 alla Roma sempre sotto la Curva Nord, con Lippi a comandare.
Dalla bacheca da difensore alla panchina
Avrebbe vinto anche ai Rangers, da emigrato, Porrini, operaio del pallone cui piaceva salire in paradiso grazie comunque a una tecnica sottovalutata dai più essendone più evidente la grinta da mastino vecchio stampo eppure modernissimo, capace di sgroppate come di ferire da palla inattiva. Due coppe e una supercoppa di Scozia come contorno a due titoli nazionali, per chiudere con Alessandria, Padova e Pizzighettone con scarpe appese al chiodo quarantunenne e la soddisfazione di aver giocato le qualificazioni mondiali nel ’93 contro Malta ed Estonia agli ordini di Arrigo Sacchi. 18 gol e 9 assist in 593 vicende sul campo, quindi il mestiere di mister, cominciato laddove aveva smesso per frequentare anche Pergocrema, Colognese, Pontisola, Allievi Nazionali e collaborazione tecnica con Edy Reja a Zingonia (2013-2016), Crema vincendoci l’Eccellenza nel 2017, Ciserano, vince ancora del Vecio di Lucinico nella nazionale albanese tra 2019 e 2022 e poi nel Gorica prima di farlo per un po’ la scorsa stagione all’altro ex compagno atalantino Massimo Carrera all’Ascoli. Tanti auguri.



Auguri🖤💙
Tantissimi auguri Sergio