Su Wikipedia, di quell’Atalanta, campeggia addirittura una foto nitidamente a colori. I giornali, in Italia, all’epoca erano costantemente in bianco e nero, senza altre tonalità particolari. La versione ’61/62 della formazione nerazzurra perse, il 12 di novembre, per 1-0 contro il Palermo alla Favorita, storico impianto del calcio siciliano oggi dedicato alla figura di Renzo Barbera, imprenditore e importante figura nell’imprenditoria sportiva sicula.
Quel giorno decise una rete di Sereni, giocatore con poche reti all’attivo in carriera e mediano di doti difensive con all’attivo un centinaio di presenze totali nel campionato di calcio di Serie A. Solo in un’altra occasione mise a segno una rete nel “calcio dei grandi”, nel 2-2 della stagione successiva maturato contro il Modena di Annibale Frossi, noto nell’immaginario collettivo del calcio anni Trenta e Quaranta per via del fatto di scendere in campo da occhialuto. In quell’annata calcistica, l’Atalanta fece molto bene: chiuse all’ottavo posto e, soprattutto, portò a casa la storica Coppa Italia, purtroppo in parte annacquata dal dolore dovuto alla morte, in quei giorni, di Papa Giovanni XXIII.


