I primi 70 anni di Stephen Pagliuca, l’uomo della svolta

Il co-chairman atalantino è nato a Brooklyn da madre newyorkese e padre di genitori abruzzesi. Dai Celtics all'Atalanta, uno sportman di successo

In organigramma, appaiato al presidente Antonio Percassi, figura come co-chairman. In pratica e legalmente, ha il controllo del club dopo l’acquisizione del 55 per cento della controllante Dea srl, ufficialmente il 19 febbraio di tre anni fa con closing ufficiale il 12 aprile successivo, tramite immissione – si dice – di 350 milioni di ottimi motivi nel capitale azionario. Il 16 gennaio Stephen John Pagliuca, l’uomo della svolta che ha fatto dell’Atalanta un brand planetario, compie 70 anni. Con l’Europa League sollevata al cielo di Dublino il 22 maggio scorso, secondo trofeo ma primissimo in campo internazionale della Bergamo del pallone, ancora nel cuore e per sempre in bacheca come coronamento dell’investimento vincente.

Gli auguri a Pagliuca, l’uomo della svolta

Nato nel borough newyorkese di Brooklyn dalla cantante Janet Woods e dal veterano di guerra Joe, figlio di emigrati abruzzesi, Pagliuca nel Consiglio d’Amministrazione di Zingonia ha portato il figlio Joseph Case, Luca Bassi e David Benjamin Gross-Loh, mentre la parte “percassiana” è rappresentata da Mario Volpi. Prima di diventare un esponente di punta negli investimenti private equity, il bostoniano d’adozione, comproprietario dei Boston Celtics e comproprietario del fondo Bain Capital, s’è diplomato alla Ridge High School di Bernards Township (New Jersey, dov’è cresciuto) nel 1973, laureandosi a Duke nel 1977 dove ha anche giocato a basket.

Da accountant a investor

Quindi il Master Business Administration ad Harvard nel 1982, iniziando come senior accountant alla Peat Marwick Mitchell & Co. nei Paesi Bassi (oggi KPMG). Raggiunge Bain Capital nel 1989 dopo aver fondato il fondo Information Partners Venture Capital. Nel 2010 ha partecipato senza successo alle elezioni suppletive del senato del Massachussetts per il seggio lasciato vacante da Ted Kennedy.

 

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1 anno fa

Senza americani non saremmo mai stati lì. Pur riconoscendo a Percassi tutto il resto.

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1 anno fa

Auguri Stephen facci vincere lo scudetto

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