Il primo dei tre festeggiati di oggi, lunedì 24 marzo, il neo sessantunenne Massimiliano Maffioletti, dal 2022 allenatore della Primavera dell’AlbinoLeffe appena portata in Primavera 2 da Beppe Biava promosso in prima squadra, ha all’attivo 14 presenze tra C e B dal 1981 al 1983 con un Trofeo Dossena conquistato nel 1982 (Domenico Casati allenatore, compagni Barcella e Donadoni tra gli altri) decidendo la semifinale con l’Inter. L’altro attaccante di meglio non ha proprio fatto, però. A Lecce era un idolo, in Croazia pure, tanto che nella massima serie laggiù è ancora adesso il re dei bomber a quota 146. Ma Davor Vugrinec, 50 primavere oggi, all’Atalanta, giunto in età matura, non ha lasciato traccia del suo passaggio.
Vugrinec, quello che non la metteva mai
Chiudere senza gol un’esperienza da una stagione a mezza, in bilico tra A e B, dal gennaio 2003, era un’impresa più facile da fallire. Ha una media migliore, 1 in 46 match, per acciuffare Floro Flores nell’1-1 sul campo del Genoa il 20 aprile 2013, l’altro festeggiato ex nerazzurro del giorno, il neo quarantaduenne di Giulianova Cristiano Del Grosso, in sella alla Primavera del Palermo dopo il biennio in Under 17 e dopo esserlo stato all’Under 16 del Pescara fino ad affiancare l’altro ex Luciano Zauri (subentrato al Mago di Floridia, Gaetano Autieri) alla guida della prima squadra. Un terzino sinistro passato un decennio più tardi e rimasto un’annata in più.
Il vatreno a secco
Eroe del Salento barocco, tanto da essere stato accolto da trionfatore con tanto di maglia celebrativa il 28 dicembre di due anni fa in occasione dell’amichevole natalizia col Varteks Varazdin, club della sua città natale di cui è vicepresidente, il nazionale croato (28 e 7 reti da senior) a Bergamo non riuscì a ripetere exploit tipo il matchball a San Siro il 12 novembre 2000. Capitato in A nella seconda metà del 2002-2003, in una squadra con Doni, Rossini, Comandini e al limite Gautieri davanti, non evitò la retrocessione dopo il doppio spareggio con la Reggina nonostante il cambio della guardia in panchina nelle ultime 5 giornate tra Vavassori e l’attuale vicedirettore del vivaio Giancarlo Finardi. L’anno dopo, col connazionale Igor Budan e Giampaolo Pazzini in attacco, il ritorno al piano di sopra sotto la guida di Andrea Mandorlini. Tre volte vincitore della coppa nazionale (la prima col Rijeka, le altre con la Dinamo Zagabria) tra 2005 e 2007, vinse anche due titoli e due supercoppe croate con la società della capitale vatrena. Trabzonspor, Catania, NH Zagabria, ancora il natìo Varteks e lo Slaven Belupo le altre stazioni di una vicenda a pelo d’erba chiusa quarantenne.
Del Grosso, il mancino del Cola
Della banda di Stefano Colantuono, sostituito a fine inverno 2015 da Edy Reja, Del Grosso, che al rientro da Bari da un infortunio sotto le feste si sarebbe schiantato contro un albero del distributore di viale Giulio Cesare, sfruttò il fine carriera di Gianpaolo Bellini, sempre più dirottato a destra o in mezzo alla difesa, insieme a Davide Brivio. Giulianova, Ascoli, Cagliari e Siena le tappe prima di capitare sotto le Mura Venete; Bari, Spal (ancora a titolo temporaneo), Venezia, Pescara, ancora Giulianova e Casertana le altre maglie indossate in una lunga corsa stoppata a quota 38. Tanti auguri.
Maffioletti, dal Trofeo Dossena all’AlbinoLeffe
Di Maffioletti, nato in città ma di Dalmine, in età matura, ritiratosi trentottenne in C1 all’Alzano Virescit, si ricordano anche i trascorsi nel campionato provinciale Over 40 nella fu Vuemme di Stezzano insieme allo stezzanese Ruben Garlini e al patron dell’azienda Gianpaolo D’Adda. Figlio del settore giovanile atalantino, nell’inferno della C sotto Ottavio Bianchi da diciassette-diciottenne dovette fare la gavetta alle spalle della coppia d’attacco Bortolo Mutti-Carlo De Bernardi più Ezio Bertuzzo a fine corsa. Tra Interregionale e C1-C2 il resto, per 130 palloni nel sacco in 512 match solo nei campionati tra Novara, Pergocrema, Leffe, Valle d’Aosta, Lumezzane, AlbinoLeffe portandolo in C1 a fine secolo scorso. In panchina, molta provincia, anzi non se n’è praticamente mai mosso: Sarnico, Aurora Travagliato con l’unico sconfinamento, Valcalepio, Allievi del Brusaporto e ora al serbatoio della seconda e ultima società professionistica bergamasca.


