Fisicamente, tatticamente e tecnicamente potremmo paragonarlo a un Robin Gosens dei nostri tempi, senza però fiducia, spazio e occasioni tra il Brembo e il Serio. Il primo giugno è il compleanno-amarcord di Danilo Zini, meteora correggese che ora fa l’ambulante di tessuti e vestiti con base a Rio Saliceto sempre ne Reggiano, un Luciano Ligabue molto più slanciato e sicuramente dal sinistro più rotondo, 9 presenze concessegli nell’Atalanta da Giovanni Vavassori a due riprese.
Danilo Zini, un potenziale Robin Gosens
A 12 anni dal ritiro, quand’era giocatore-allenatore della Riese in paese, l’ex jolly difensivo cui giocare in fascia riusciva benone tranne che a Bergamo può guardarsi indietro da riserva a cavallo dei due secoli. 4 gettoni cadetti nel 1999-2000 della promozione in A, altrettanti in Coppa Italia (idem) e l’unico al piano di sopra, sempre sotto il Vava, entrando nei pressi nel novantesimo a Udine (29 settembre 2002, ko firmato Nestor Sensini) al posto di uno dei tanti (Siviglia, Carrera, Cristian Zenoni, Rustico e Sala: mica pizza e fichi) che gli ostruiva la strada della gloria, il centralone difensivo Cesare Natali.
Un mancino da Ligabue al Vava
Zini, tra l’altro ragazzo squisito ed educatissimo, prodotto della Reggiana, assaggiò un po’ di Dea (contro AlzanoVirescit, Fermana, Cesena e Ternana) nella stagione del ritorno al piano di sopra dopo un biennio per tagliare definitivamente i ponti nel 2002, dopo essere tornato dal prestito alla Pistoiese, trasferendosi nel gennaio successivo all’Ascoli, secondo dei tre giri di parcheggio proseguiti nel Rimini prima della cessione a titolo definitivo in arancione. Difensore genuino da lambrusco e popcorn, molto legato alla sua terra e alla Regia, avrebbe in seguito giocato con Sambenedettese e Catanzaro in attesa del rientro alla base (2007) e della chiusura nei dilettanti cominciando dalla Correggese. Da pro, 15 palloni nel sacco in 403 presenze. Tanti auguri.


