Ne aveva messo uno, tra i grandi, con la maglia che gli fasciava il cuore da ragazzino, per completare lo schiaffo a cinque dita all’Udinese, sotto la Curva Nord, il 27 ottobre 2019. La prima di cinque presenze di Amad Diallo, aletta mancina tutta fantasia, tecnica e rapidità, oggi tra gli intoccabili del Manchester United spegnendo 23 candeline l’11 luglio. Proprio lì, all’ombra del tifo più caldo, all’incrocio col piede debole, il destro, il raddoppio al Marsiglia il 9 maggio dell’anno scorso in semifinale di Europa League, poi vinta il 22 a Dublino col Bayer Leverkusen, di Matteo Ruggeri, l’altro festeggiato del giorno, la seconda metà del bottino in 109 partite, condite anche da una decina d’assist, inaugurato il 5 ottobre dell’anno prima sempre da un raddoppio, a Lisbona contro lo Sporting. Ora anche lo zognese è proiettato nel grande calcio internazionale: è del 2 luglio la notizia del trasferimento all’Atletico Madrid per 16 milioni più 4 di bonus.
Diallo e la consacrazione da Red Devil
A grandi livelli il ragazzo ivoriano è definitivamente esploso facendo fuori il Liverpool in FA Cup prima che i nerazzurri lo facessero ai quarti di Europa League, il turno prima che Ruggeri, per inciso suo compagno nelle giovanili, la mettesse di suo ai provenzali. 17 marzo 2024, il 4-3 al 119′, il punto più alto nella carriera da Red Devil dell’ex ragazzino prelevato tredicenne nel Boca Barco di Bibbiano e passato dall’effimera gloria nerazzurra. Sinistro di piede come il figlio della Val Brembana nato a San Giovanni Bianco, praticamente i Gemelli Diversi del vivaio, ma da attaccante con numeri ovviamente più consistenti: è a quota 14 palloni nel sacco più 12 assist in 64 volte con lo United, in una carriera da pro con 124 allacciate di scarpe con 32 reti e l’esatta metà di smazzate per l’esultanza di un compagno.
Amad Diallo, l’uomo che perse il cognome
Ceduto ai Red Devils il 7 gennaio di 4 anni fa per 25 milioni più 15 di bonus, l’altra plusvalenza da epoca a ruota di Dejan Kulusevski alla Juventus, Diallo da tempo ha perso formalmente il cognome Traoré che ne aveva fatto il fratello minore di Hamed (multati entrambi di 48 mila euro della FIGC a febbraio 2021). Una storia di riscatto sociale ma anche di praticone. Restano i due scudetti e la supercoppa Primavera, quest’ultima vinta ai danni della Fiorentina grazie anche agli assist di Amad a Gyabuaa e a Piccoli. “Lui non ha bisogno che qualcuno gli rimetta i piedi per terra, è maturo e consapevole di suo”, il commento quella sera dell’ultimo dei suoi maestri, Massimo Brambilla.
Diallo, da Zingonia a Old Trafford
Nel percorso da Zingonia a Old Trafford, prima delle 5 presenze in prima squadra regalategli da Gian Piero Gasperini con esordio subito battezzato e il clou dei 23′ più recupero in Champions col Mitdjylland al posto di Luis Muriel in quel primo dicembre 2021 del litigio in campo Gasp-Papu Gomez, tante giovanili nerazzurre, una gavetta sempre sotto età. Sempre costellate di invenzioni e di gol, per quest’aletta mancina tutta gamba, cuore e tecnica: 23 reti e 6 assist in 41 match nell’Under 17, 14 e 18 in 52 in Under 19. Poi le avventure di mezza stagione, leggi Rangers (3 in 13 partite), e di quella intera, Leggi Sunderland in Championship, un rilancio da 14 palloni nel sacco e 4 assist.
Ruggeri, Colchonero dopo la peggiore annata
Della generosità, del calcio fisico e inteso senza badare troppo al sottile di Ruggeri, vivace e pieno di vita anche fuori dal campo con quel suo approccio da carpe diem, s’è scritto talmente tanto da rendere superflua ogni ulteriore considerazione. Il capolavoro da plusvalenza, per lui che da bambino aveva indossato solo la maglia della Zognese prima di vestirsi da calciatore-tifoso, non l’ha fatto solo l’Atalanta, ma anche lui con un Europeo Under 21 in Slovacchia sontuoso, giocando terzino a quattro e poi a tutta fascia da quinto per servire il matchball contro la Romania nel girone a Baldanzi e quindi l’illusorio vantaggio a Koleosho nel quarto con la Germania zavorrato dai rossi a Gnonto e Zanotti. E dire che veniva dalla sua annata più negativa tra i professionisti.
Un professionista da Zogno
39 presenze e 3 assist nell’ultima annata di Gian Piero Gasperini in panchina, Matteo ha comunque conosciuto un drastico ridimensionamento. Minutaggio, tanto per gradire, ridotto a 2.193 giri di lancetta rispetto al trionfale 2023-2024 da 48 allacciate di scarpe con 2 gol e 6 assist in 3.658 minuti. Le caselle da titolare sono scese da 42 a 24, come dire che il protagonista della cavalcata trionfale di coppa non era più lui, tanto da farsi preferire un Davide Zappacosta a piede invertito. In precedenza, l’unico distacco dal cordone ombelicale, il prestito alla Salernitana nel 2021-2022, 15 partite e 1 assist, con Nadir Zortea compagno di viaggio e pure autista anche al ritorno alla base. Tanti auguri.



