I primi 40 anni di Boukary Dramé

Martedì 22 luglio, compleanno da ex per due che l'Atalanta l'hanno assaggiata per alzarsi dalla mensa fin troppo presto: per Dramé un lungo calvario di dissidi

dramé

Gli addii sono spesso legati ai flash delle ultime volte. Per il neo quarantenne Boukary Dramé, che ha appeso le scarpe al chiodo a quota trentotto al Valcalepio, l’Atalanta è rimasta aggrappata per sempre alla memoria sullo stendipanni di un paio di attimi. 30 ottobre 2016: l’ultima in A, nel tris casalingo al Genoa, sostituito per ko al 12′ da Leo Spinazzola che di fatto ne prese il posto. 30 novembre 2016, l’atto finale anche se non si sapeva, stesso score col Pescara ma nel sedicesimo di Coppa Italia. 10 gennaio 2018, spedito alla Spal nel pacco con Jasmin Kurtic, il prestito con obbligo di riscatto. 6 luglio 2018: tra i convocati dei ferraresi di Leonardo Semplici per il ritiro di Tarvisio, Boukary Dramé non c’è. Chiudendo a 5 presenze l’esperienza biancazzurra, contro le 68 (con 5 assist) nell’Atalanta, per poi tentare invano di rifarsi tra la Paganese in serie C  e dalla sessione invernale del 2021 al calepini in Eccellenza. Il ripudiato di Gian Piero Gasperini è il festeggiato numero uno di martedì 22 luglio.

Dramé, il mancino ripudiato dal Gasp

Piede spurio e corsa da gazzella, il senegalese nato a Villepinte, Seine-Sant-Denis, Francia, sobborgo della metropoli Parigi, ai tempi del Chievo di Mimmo Di Carlo, Eugenio Corini e Beppe Sannino aveva messo insieme 71 match e 2 reti (a Juve e Napoli) dal 2011 al 2014. Quindi, la Dea formato Stefano Colantuono, Edy Reja e Gasp. Cresciuto nel Paris Saint-Germain, dopo i primi calci nell’Aulnay-sous-Bois, ci vinse la Coppa di Francia nel 2006 prima dei giri di corsa con Sochaux e Real Sociedad. E 15 volte nella nazionale del Senegal, il richiamo del sangue di una carriera da professionista da 257 allacciate di scarpe e 4 palloni nel sacco. Con tanti improperi per quel ginocchio destro incominciato a gonfiarsi nel corso del 2017 e quindi per il polpaccio, tra le accuse – documentate in un’intervista “postuma” a L’Eco di Bergamo – del Gasp di non fare abbastanza per recuperare. Tanti auguri.

Macciò e gli anni settanta

Arrivava da Ascoli, dove sarebbe tornato, e giocava invece a destra, ma alto, talora altissimi, l’altro ex atalantino che spegne le candeline in data odierna, il neo settantaseienne Claudio Macciò da Masone, paesino della Valle Stura in provincia di Genova. Una sola annata cadetta, la 1973-1974 sotto Giulio Corsini e del subentrato Heriberto Herrera, per lui, cresciuto nel Gruppo Sportivo Masone e transitato poi da Gruppo C Genova (D), Rimini e, dopo Bergamo, Brindisi, il ritorno in Romagna, il Fano e il Riccione chiudendo trentunenne. 35 partite (7 di Coppa Italia) e 2 gol per il secondo festeggiato del 22 luglio, il 19 maggio nel 3-0 alla Reggiana a Bergamo e l’illusorio vantaggio la settimana dopo nella rimonta del 3-1 della Spal a Ferrara. L’alternativa era Alberto Carelli con Bonci e Pellizzaro punte. Nel Picchio, aroma nerazzurro nella prima annata in A di Carletto Mazzone insieme a Grassi, Perico, Castoldi e Salvori.

Subscribe
Notificami
guest
2 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments
Commento da Facebook
Commento da Facebook
7 mesi fa

Era bravo sulla fascia sinistra, poi Gasperini gli preferi il giovane Spinazzola.

Commento da Facebook
Commento da Facebook
7 mesi fa

🖤💙🖤💙💪💪💙🖤💙🖤

Articoli correlati

Mercoledì 19 marzo 2025: candeline spente in condivisione dall'ala spacciata per centravanti Giuseppe Doldi e...
Bomber per modo di dire, il danese, mai un titolare, se la cavava soprattutto nelle...
zaniboni
Il difensore di Stagno Lombardo, uno dei ragazzi (acquisiti) del dottor Brolis a fine anni...

Altre notizie