Sabato pomeriggio in arrivo una grande partita, tutta da gustare per i tifosi dell’Atalanta e del Lipsia, formazione che ospiterà gli ex vincitori dell’Europa League. Sarà una gara che, come tema primario, avrà di fronte due allenatori nuovi in ambedue le compagini. Anche il Lipsia ha, infatti, recentemente cambiato mister, con l’arrivo di Ole Werner, giovane tecnico di prospettive interessanti e solo classe ’88. In Italia sarebbe il più giovane, per intenderci, se si esclude la novità relativa a Cuesta nel Parma.
Club che, per certi versi, può aver avuto un percorso simile a quello nerazzurro per capacità di proiettarsi sempre in zone europee importanti, ha però dalla sua un bacino cittadino ben più grande, dal momento che la città sassone ha oltre 4 volte gli abitanti di Bergamo. Con tantissimi talenti, proprio al pari della Dea, coltivati negli anni, in questo momento ha come fiori all’occhiello il gioiello a tinte oranje Xavi Simons e l’implacabile bomber Sesko, che ricorderanno molto bene i tifosi juventini per la grande prestazione della gara di Champions a ottobre. Con l’arrivo di Werner ci dovrebbe essere una costante ricerca e presenza del 3-5-2, sistema di gioco interpretato in maniera assai offensivistica nella filosofia del suo tecnico. Gli investimenti in sede di calciomercato non sono affatto mancati, con il colpo più ricco di prospettiva forse legato al serbo Maksimovic, ragazzone di grande talento giunto dalla Stella Rossa di Belgrado, peraltro anche lui già visto all’opera (positivamente) contro club italiani in Europa. Per le qualità dei giocatori attualmente in rosa, tra le altre cose, vige un tema attiguo a quanto anticipavamo prima: sarà confermata l’abitudine tattica del mister o si andrà verso una scelta più congeniale alla ricca presenza di esterni in rosa? Forse più la seconda: nella prima amichevole dell’anno, peraltro agevolmente vinta addirittura per 7-0 contro una squadra comunque ottima come il Tolosa, si è visto un 4-3-3, con attacco formato dal trio Nusa-Openda-Bakayoko. A fare da chioccia, nello spogliatoio, gli ormai iconici nazionali ungheresi: il portiere Gulacsi, da ragazzo anche al Liverpool, e il capitano Willi Orbán.



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