Bergamo, stadio Comunale, 27 maggio 1984. Enrico Vella, 78 presenze e 8 gol in quasi tre stagioni complete, timbra il 3-1 al Varese che segna il ritorno in serie A dell’Atalanta dopo cinque anni tra il purgatorio della B e l’inferno della C1. 68 all’anagrafe per lui, oggi, giovedì 18 settembre, e 51 per Mirco Poloni, che la grandeur in nerazzurro poté solo annusarla a dispetto dei successoni da figlio di Zingonia. Centrocampista tendenzialmente di fascia, quasi un’ala, il genovese, al fosforo e quasi sempre in mezzo il trescoritano, molto più noto come bandiera dell’AlbinoLeffe. Due compleanni atalantini che non potrebbero essere più diversi.
18 settembre: i 68 di Enrico Vella
Genovese formatosi nel Genoa, passato dal Sestri Levante e dalla Sanremese facendosi un po’ tutta la riviera, Vella, a segno in A in nerazzurro con la doppietta all’Avellino, avrebbe chiuso la carriera ad alti livelli nel 1987 ad Arezzo. A Bergamo, dopo le esperienze ulteriori con Sampdoria e Catania arrivò in B sotto Nedo Sonetti nelle liste suppletive di ottobre ’84 dalla Lazio, cui era stato ceduto Daniele Filisetti.
Vella, cuore matto
Nel luglio del 1985 il ligure era passato al Palermo, salvo poi rinunciare per un’aritmia ventricolare riscontratagli in rosanero il 17 di quel mese. L’Atalanta lo fa controllare a Trento per una cura a base di betabloccanti: a novembre la nuova idoneità sportiva, a Palermo il contratto decade per mancanza di copertura assicurativa ed ecco altre 7 presenze in maglia nerazzurra. Chiuderà nella sua regione, tra Ventimiglia, Sanremese, Cairese, Sant’Ampelio, Poggese e Ospedaletti. Appese le scarpe al chiodo a 40 anni, da allenatore ha rimesso storicamente piede anche dalle nostre parti: Sant’Ampelio e Poggese da player-manager, Trevigliese e Trealbe (1999-2001), Roncello, Finale, Cairese anche giovanili, Carcarese, Sanremo ’80 e Carlin’s Boys.
Poloni, Mister AlbinoLeffe
Con 312 presenze e 10 reti, il generosissimo e fosforoso Poloni, da sempre vicino alla Virtus (Ciserano) Bergamo e collaboratore dell’agenzia di procuratori di Davide Palombo, fratello dell’ex doriano Angelo, associa la sua figura inevitabilmente alla Bluceleste, l’altra società professionistica bergamasca. Questo nonostante l’esordio precoce, nemmeno diciassettenne, il 26 maggio 1991 sul campo del Torino, gettato in mischia al 66′ da Bruno Giorgi al posto di Tiziano De Patre. Seconda e ultima partita, invece, il ko all’inglese a Brescia nello stesso mese, ma il 9 e due annetti dopo, dal 77′ per Maurizio Codispoti, auspice un Marcello Lippi alla prima e unica annata. Nel frattempo, scudetto Primavera-Viareggio Cup-Trofeo Dossena in Primavera con la Banda Prandelli, prima di farsi la gavetta con Fiorenzuola, Pergocrema, Solbiatese, Alzano Virescit e Solbiatese. Una Coppa Italia di serie C e la promozione in B i trofei in bacheca di una parabola chiusa a quota 36. Tanti auguri.



