Duttile, ha l’istinto dell’esterno che corre in profondità, ma ha anche il coraggio di recuperare palla sottraendola all’avversario con ogni mezzo, rischiando anche rigori ma salvando la porta. Il diciassettenne Honest Ahanor nei 338 minuti in campo ha dimostrato grande maturità, nel marcare a uomo, ma anche nell’impostare le ripartenze, rendendosi protagonista nei duetti con gli attaccanti, Lookman compreso.
Un attaccante aggiunto che si sposta dalla retroguardia alla corsia per puntare l’area: si vede che non ha mai giocato con i pari età, è sempre stato il più piccolo ma anche il più scaltro e ora, da minorenne, si è conquistato stabilmente una maglia da titolare: ha brillato con Torino, Juve, Como, Club Brugge, lucido anche al Parco dei Principi. Non è in campo solo per l’emergenza infortuni, adesso Ahanor sarà una prima scelta anche col rientro di Scalvini e Kossounou dopo la sosta.


