Tra esperienza e gioventù, tecnica e intensità, l’Olympique Marsiglia si candida a essere una delle realtà più intriganti della nuova Champions League. Con una rosa costruita su un mix di ex protagonisti del calcio italiano, giovani rampanti e stelle internazionali, il club guidato da Roberto De Zerbi ha trovato un’identità offensiva chiara, fondata su un gioco propositivo e dinamico.
Come sottolinea L’Eco di Bergamo, il leader tecnico è Mason Greenwood, esterno d’attacco classe 2001, che dopo il rilancio al Getafe ha trovato la definitiva consacrazione all’OM. Dribbling, qualità e freddezza sotto porta: è lui il trascinatore, autore di prestazioni da protagonista e punto fermo nel 4-2-3-1 dell’allenatore bresciano. A completare il reparto avanzato, Pierre-Emerick Aubameyang, eterno goleador da oltre 300 reti in carriera, che a 36 anni continua a essere decisivo con la sua esperienza e senso del gol.
Alle loro spalle, una rosa profonda e varia, in cui spiccano giovani di prospettiva come Robino Vaz (18 anni, doppietta all’Angers e paragoni già ingombranti) e Darryl Bakola, trequartista minorenne di grande tecnica. Angel Gomes e Igor Paixao offrono fantasia e imprevedibilità sulle corsie, mentre O’Riley, a lungo cercato dall’Atalanta, garantisce equilibrio e inserimenti dalla mediana.
In mezzo al campo, Hojbjerg e Kondogbia portano muscoli ed esperienza, con il giovane belga Vermeeren pronto a ritagliarsi spazio. Dietro, la difesa è solida e internazionale: Pavard, Emerson Palmieri, Aguerd e Balerdi formano un reparto che conosce bene i palcoscenici europei. Proprio Balerdi, ora capitano, è un altro nome in passato sondato da Zingonia, così come Paixao, Traoré e O’Riley, a dimostrazione dei tanti incroci di mercato tra i due club.
Tra i pali, Geronimo Rulli è una garanzia: portiere argentino campione del mondo, già affrontato dall’Atalanta ai tempi del Villarreal, è oggi il titolare indiscusso. A completare il pacchetto, l’olandese De Lange e il terzo Vermot, fuori lista UEFA.
Marsiglia-Atalanta è anche un derby personale per De Zerbi, bresciano doc, spesso avversario della Dea ai tempi del Sassuolo. Il suo OM gioca un calcio propositivo, con grande attenzione alla costruzione dal basso e un’identità precisa. Non mancano le varianti: il 4-2-3-1 può diventare 3-4-2-1 in situazioni particolari, ma l’idea di fondo resta la stessa.
Con il secondo posto in campionato a due lunghezze dal PSG, il Marsiglia si sta candidando a pieno titolo come rivale scomodo anche in Europa. La profondità della rosa consente a De Zerbi di variare soluzioni offensive, contando su giovani emergenti e vecchie conoscenze del calcio italiano, come Pavard, Emerson, Weah, Kondogbia e Traoré.


