Dal bianco a bordi azzurri dell’OM all’Azzurro Italia. Il percorso obbligato di Honest Ahanor, che il 23 febbraio prossimo raggiungerà l’unico requisito mancante per acquisire la cittadinanza di nascita, quella italiana: la maggiore età. Intanto, il minorenne che gioca da braccetto nell’Atalanta dopo essere esploso al Genoa da laterale sinistro, nella battaglia campale di Marsiglia in Champions League ha continuato a stupire tutti.
Ahanor, il minorenne più adulto che ci sia
La prestazione fegatosa del nigeriano di sangue nato ad Aversa a cresciuto a Genova-Cornigliano, applicata nelle due fasi, da difensore che crea la superiorità numerica nella metà campo altrui nei giochi con l’esterno della fascia contestuale, ha convinto la Gazzetta dello Sport a dedicargli un focus alla vigilia del Sassuolo. Al Velodrome, l’investimento da 20 milioni di cui 16 di parte fissa ha incrociato i tacchetti coi vari Greenwood, Paixao, O’Riley e Hojbjerg (anche Aubameyang, NdR) comportandosi da mezzala in fase di possesso, ovvero ciò che deve fare il braccetto difensivo nel calcio di Ivan Juric.
Un Honest in Azzurro
Col Milan, anche il gol sbagliato davanti all’area piccola, fondamentale (quello della conclusione) da aggiustare, cosa vista tra le altre anche con la Lazio. Il bello è che il ragazzo da professionista ha giocato solo 14 partite finora, di cui 11 in A tra Genoa (6) e nerazzurri (5) esordendo il 27 settembre scorso nella Dea a Torino contro la Juventus. S’era infortunato Isak Hien all’adduttore sinistro, dentro Honest con sequela di Berat Djimsiti, mercoledì sera compagno marsigliese a tre nella stessa posizione con lo svedese riserva in corsa, a perno. Perfetto in marcatura, così perfetto che tra i difensori nelle medie voto della Rosea solo Gleison Bremer della Juventus (6.75 contro 6.6) risulta aver fatto meglio. E Rino Gattuso lo aspetta a braccia aperte.


